7 Febbraio 2015

Un manto bianco e l’ Alta velocità è in tilt Rete in corto circuito: si fermano i treni

Un manto bianco e l’ Alta velocità è in tilt Rete in corto circuito: si fermano i treni

L’ ex senatore Franco Debenedetti, in viaggio da Roma verso Milano sul treno ad Alta velocità che procede tra la neve come se avesse le ciaspole, ha tempo in abbondanza per twittare divertito: «Avverse condizioni atmosferiche: 2 ore di ritardo». E dopo un po’: «Adesso 3 ore. Per 20 cm di neve, quasi 10 minuti per centimetro..». Poi chiude, ancora più divertito: «Questo è u’ paese ‘ddo sole…». Non è stata un nevicata epocale, ma tanto è bastato a far saltare la complessa rete ferroviaria italiana. Treni soppressi, ritardi di ore (anche nove), pendolari inferociti, viaggiatori increduli. Sui binari vedono poco più di un velo bianco, eppure si ritrovano immobili. Le Ferrovie dello Stato si scusano per i «disagi causati dall’ abbondante nevicata che ha interessato parte della Penisola». I tecnici di Rfi, che gestisce l’ intera rete, chiariscono cosa li ha costretti agli straordinari: «La neve era umida e pesante, una ingente quantità si è accumulata attorno agli isolatori provocando corto circuiti e il disservizio sulla rete dell’ alta tensione». Per questo è andata in tilt mezza Italia, soprattutto il tratto dell’ Alta velocità tra Piacenza e Lodi. Chissà se le spiegazioni degli ingegneri placheranno i duecento passeggeri dell’ Euronight 35235. Erano partiti alcuni da Monaco, altri da Vienna; riuniti a Bologna erano ripartiti ieri mattina già con tre ore di ritardo. Era solo l’ antipasto: prima di Pianoro si è rotto il locomotore, dopo la riparazione il viaggio è durato pochissimo, fermati per la chiusura della tratta Bologna-Prato-Firenze. Il personale delle Ferrovie, mentre i colleghi riparavano la linea, hanno portato generi di conforto agli sfortunati, tra cui un disabile e un bambino di quattro mesi. La stazione di Firenze è stata raggiunta 540 minuti dopo il previsto, 9 ore in più ad ammirare la campagna italiana. Oppure i viaggiatori del treno Ntv-Italo diretto a Salerno e rimasti ieri sera bloccati in galleria tra Firenze e Arezzo, quanto i bollettini ufficiali annunciavo beffardi che «tutto sta tornando alla normalità». Il bilancio, solo per restare all’ Alta velocità, è di 12 convogli di Trenitalia soppressi e 9 di Ntv. Gli altri con ritardi in media di tre ore. Questa volta nessuna polemica tra i due rivali sui binari, contro gli eventi atmosferici, spiegano concordi, c’ era poco da fare. Non ne è convinto Marco Ponti, docente di Economia e pianificazione dei trasporti al Politecnico di Milano. «Era previsto che nevicasse – attacca il professore – e non sono caduti due metri come l’ altra volta. È possibile che non si potesse predisporre un sistema di intervento adeguato all’ emergenza?». Neppure il tanto vituperato riscaldamento globale riusciamo a sfruttare. «Fa meno freddo – aggiunge Ponti – e in pianura si verificano solo un paio di nevicate all’ anno. È incredibile che questi siano gli effetti. Tra l’ altro, non è come per le strade dove i soggetti coinvolti sono tanti. Le Ferrovie, ben finanziate dai contribuenti, gestiscono un sistema integrato, dalle linee elettriche, ai binari ai passeggeri. Sarebbe giusto aspettarsi di più». Il Codacons non ha mancato di far sentire la propria voce, promettendo esposti alle Procure di Roma e Bologna: «Non è possibile che ancora una volta i cittadini italiani paghino le spese di una cattiva gestione del maltempo». Sia Trenitalia che Ntv hanno assicurato risarcimenti per i ritardi e il rimborso del biglietto a tutti coloro che hanno pensato – giustamente – che era meglio rinunciare al treno. Riccardo Bruno.

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