Un lungo percorso tra scuola e lavoro
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fonte:
- La Stampa
La scuola è finita. Il loro cammino è stato lungo, difficile. Tante volte sono caduti e altrettante si sono rialzati, con tenacia, orgoglio, dignità. Ora il cammino è finito e loro hanno vinto la sfida, una sfida durata cinque anni, giocata sui banchi di scuola, dalle sei di sera a mezzanotte, dopo una giornata di lavoro, rinunciando a occuparsi delle loro famiglie e mettendo in un cassetto gli affanni quotidiani, senza deroghe ai programmi ministeriali, alle prove di valutazione, alla frequenza, al monte ore. La scorsa settimana si sono conclusi gli Esami di Stato e loro si sono diplomati. E’ stato un successo, forse non di quei successi da prima pagina, ma per noi, che li abbiamo seguiti per tutti questi anni, è stato molto di più. Il Liceo delle Scienze umane, opzione economico-sociale, aveva a suo tempo avviato un corso serale per adulti, venendo così incontro ai bisogni formativi non solo degli adolescenti, ma anche di persone che avevano abbandonato o interrotto il loro percorso di studi. Il profilo culturale del Liceo, che conduce a comprendere e ad interpretare la realtà contemporanea attraverso lo studio approfondito di discipline quali la sociologia, l’ antropologia, la psicologia, il diritto e l’ economia, ben si adattava alle esigenze di formazione degli adulti, già alle prese con il mondo del lavoro e con le dinamiche del contesto sociale in cui viviamo. Ora il corso serale si è concluso e noi non possiamo sottrarci dal fare un bilancio dell’ esperienza. Certo, è stata faticosa, chi lo nega, ma è stata anche una di quelle esperienze che lasciano il segno, che cambiano le persone, e le cambiano in meglio. Spesso abbiamo navigato a vista, altrettanto spesso abbiamo compiuto errori, ma, facendo del nostro meglio, abbiamo messo a disposizione dei nostri studenti la nostra professionalità e loro ci hanno ripagato con la loro umanità. Abbiamo condiviso attività didattiche, ma anche momenti di vita che ci hanno coinvolto personalmente e che esulano dai consueti rapporti docenti/allievi. Crediamo, a conti fatti, di aver ricevuto di più di quello che abbiamo dato e di aver imparato tanto da questo piccolo gruppo di persone, la cui forza di volontà e la cui motivazione allo studio ci hanno resi fieri del nostro lavoro di insegnanti e del loro lavoro di studenti. Se oggi pare che il valore dell’ istruzione sia in declino e che la scuola abbia perso la propria centralità come agenzia culturale, non così è stato per i nostri studenti, che hanno dimostrato che la scuola è comunque e sempre una ricchezza per tutti e che la cultura è uno strumento fondamentale di affermazione e realizzazione di sé, sia a livello personale sia in ambito sociale e professionale. Grazie a tutti. I docenti del corso serale del Liceo delle Scienze umane di Verrès. «Basta con i soprusi legati al credito» Le associazioni di consumatori Adiconsum, Adoc, Adusbef, CTCU, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori ACP, Federconsumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Rete Consumatori Italia (Assoutenti, Casa del Consumatore, Codici), Unione Nazionale Consumatori, hanno sollecitato con una lettera il Governo a dare immediata e definitiva attuazione all’ art. 120 T.U.B. Sebbene il divieto di anatocismo sia operante dal 1° gennaio 2014, ad oggi non è ancora stata adottata la deliberazione del Cicr (Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio) che deve regolare la produzione degli interessi nelle operazioni bancarie. Tale intervento eliminerebbe definitivamente ogni scusa alla palese violazione del divieto posta in essere dall’ intero sistema bancario. Le associazioni hanno ribadito al Governo di intervenire evitando ogni nuova norma «salvabanche» che toglierebbe ai consumatori e alle imprese circa 2 miliardi di euro all’ anno, e hanno chiesto di informare la Commissione europea che il divieto di anatocismo non è un’ anomalia italiana e non contrasta con alcun principio comunitario. Giovan Battista De Gattis Cittadinanzattiva.
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