20 Febbraio 2003

«Un litro di latte su tre è straniero ma per magia diventa italiano»

Denuncia della Coldiretti: l`etichetta non lo dice, consumatore impotente

«Un litro di latte su tre è straniero
ma per magia diventa italiano»




Roma. Una busta di latte alimentare su tre è confezionata in Italia, ma contiene prodotto importato dall`estero. Ai consumatori, però, non è dato a sapere perché l`etichetta non lo dice. E` quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che in Italia sono state importati 1,6 miliardi di litri di latte destinati con il confezionamento e la trasformazione industriale a divenire miracolosamente «prodotti italiani», soprattutto latte ad uso alimentare ma anche formaggi e yogurt. Una mancanza di trasparenza che allarga la fetta di mercato del «falso made in Italy» resa possibile – continua la Coldiretti – dalle colpevoli lacune della legislazione nazionale e comunitaria che condannano all`anonimato l`origine della materia prima agricola utilizzata negli alimenti e impediscono scelte di acquisto consapevoli da parte dei consumatori.
Senza nessun pregiudizio sulle caratteristiche del prodotto è certo – precisa la Coldiretti – che è una cosa diversa da quella che il consumatore crede di acquistare sulla base delle indicazioni presenti nelle confezioni che si limitano ad indicare lo stabilimento nel quale viene effettuato il confezionamento o la trasformazione.





CIA: LATTE MICROFILTRATO NON E` FRESCO –



La Confederazione italiana agricoltura (Cia) non è contraria al procedimento di microfiltrazione del latte purché non venga associato al termine fresco. E` quanto emerso nel corso dell`audizione in commissione Agricoltura della Camera sulle nuove norme sull`etichettatura e denominazione del latte fresco.
La Cia considera «soddisfacente» l`ipotesi di testo unificato sull`etichettatura e commercializzazione del latte fresco predisposto dalla commissione Agricoltura della Camera. In particolare l`organizzazione condivide la parte in cui si consente l`utilizzo del termine fresco solo sulle etichette e sui marchi di confezione di fresco pastorizzato e fresco pastorizzato alta qualità.
Sembra importante – hanno sostenuto i rappresentanti della Cia – che si specifichi che con la denominazione «fresco» con l`aggiunta facoltativa di «tradizionale» sia consentita la commercializzazione di un prodotto sottoposto a un solo trattamento di pastorizzazione senza l`impiego di procedimenti di lavorazione finalizzati al prolungamento della durabilità derivante dalla naturale composizione e dalla qualità del latte alla mungiturà. La Cia infine esprime il proprio accordo anche sull`obbligo di riportare, per il latte prodotto all`estero, una etichettatura in lingua originale e una etichettatura risultante dalla fedele traduzione.


CODACONS PRESENTA DENUNCE E CHIEDE INTERVENTO NAS –


Un esposto alla Procura della Repubblica di Torino e di altre città italiane in cui si chiede di aprire delle indagini avvalendosi dell`azione dei Nas, attraverso ispezioni e analisi a tappeto in tutta Italia. E` quanto ha deciso il Codacons.



ALEMANNO: IN ARRIVO DECRETI FRESCO E TRACCIABILITÀ –


«Il disciplinare di tracciabilità di filiera per il latte crudo presentato da Unalat rappresenta un contributo di primaria importanza non solo come iniziativa volontaria di un`associazione, ma anche per la completezza di procedure, che può costituire un esempio in grado di ispirare la produzione legislativa in materia». Lo dichiara il ministro delle Politiche agricole, Gianni Alemanno.

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