11 Marzo 2011

Un’ ipoteca sulla casa che mai avrebbe dovuto essere iscritta dalla Gerit

Un’ ipoteca sulla casa che mai avrebbe dovuto essere iscritta dalla Gerit
 

Un’ ipoteca sulla casa che mai avrebbe dovuto essere iscritta dalla Gerit. E’ quanto accade a tanti cittadini romani, ma certo l’ errore sembra ancora più clamoroso se coinvolge Carlo Rienzi, il presidente del Codacons, l’ associazione dei consumatori che tante volte si è battuta per tentare di risolvere i disservizi di questo tipo. Rienzi è finito per errore nella lista dei "cattivi" della società di riscossione. E a commettere la "svista" sarebbe stato Marco Masini, funzionario responsabile di Equitalia Gerit che, per questa ragione, è stato rinviato a giudizio per aver iscritto nel 2009 un’ ipoteca per quasi 5 mila euro sulla casa di Rienzi senza aver rispettare i vincoli imposti dalla legge. Uno sbaglio che gli è costato l’ accusa di abuso d’ ufficio, almeno secondo il giudice dell’ udienza preliminare, che ha disposto il processo per il funzionario accogliendo le richieste del pubblico ministero Pier Luigi Cipolla. La colpa di Masini sarebbe stata quella di non aver verificato se poteva procedere all’ iscrizione. L’ ipoteca infatti non avrebbe dovuto comparire, perché la legge stabilisce un limite minimo e deve comprendere un debit o superiore agli 8 mila euro. Altrimenti non si può fare nulla. Ed in questo caso la cifra del presunto debito mai onorato da Rienzi sarebbe stata di circa 2800. Certo, l’ interessato si è preso un bello spavento il 6 aprile, quando gli è stato comunicato di avere la casa ipotecata per la somma di 4 mila e ottocento euro. Una iscrizione che, per il pm Cipolla, non avrebbe mai dovuto essere fatta. Rienzi si è subito attivato per cancellarla. Appuntamenti alla Gerit, notifiche alla commissione tributaria, ricerca di documenti che attestassero pagamenti già avvenuti. Un fatica enorme durata qualche mese e terminata con la cancellazione. Alla quale è seguita la decisione di querelare il funzionario. «La beffa è che anche il debito di 2 mila e ottocento euro è un errore – spiega l’ avvocato Claudio Coratella, difensore di Rienzi – Si tratta di cartelle pazze come abbiamo documentato al giudice. Il debito accertato è sotto i 1000 euro». RIPRODUZIONE RISERVATA.

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