“Un’ ipocrisia di Stato, ma che aiuta a smettere”
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fonte:
- La Stampa
il tossicologo: meglio un aumento della tassazione.
Le immagini choc sui pacchetti di sigarette? «Sono un’ ipocrisia ma aiutano a far smettere di fumare mentre le scritte sui danni da fumo finiscono per proteggere i produttori dalle class action». Giacomo Mangiaracina, fondatore della Società italiana di tabaccologia e una cattedra alla Sapienza di Roma in Medicina preventiva, nel nuovo packaging delle bionde vede più fumo che arrosto… Professore, che senso ha mettere sui pacchetti bare bianche attribuite al fumo ma poi autorizzarlo… «Benvenuto nel mondo dell’ ipocrisia. La stessa che fa fare allo Stato italiano questo calcolo: dal tabacco ricavo 13 miliardi l’ anno, per curare le malattie che provoca ne spendo 8, quindi resto pur sempre in attivo di 5. Il profitto finisce così per valere più degli 80mila morti che ogni anno il fumo provoca nel nostro Paese. Per non parlare del fatto che fumare accorcia la vita di 10-12 anni. Ma è un olocausto dorato per molti». Allora le immagini choc non servono a niente? «Le immagini servono, eccome; nei Paesi dove sono state stampate in bella vista sui pacchetti, come in Australia, Canada, Brasile, è dimostrato che si fuma di meno. A essere controproducenti sono invece le scritte sui danni da fumo o sul contenuto di nicotina, catrame e monossido di carbonio». Perché? «Perché finiscono per aiutare le multinazionali del tabacco. Non sa quante volte difendendosi con il fatto che i fumatori sono avvisati sui pericoli che corrono, sono riuscite ad arrestare sul nascere class action tentate dal Codacons e dalla Società italiana di tabaccologia». Allora come bisognerebbe impacchettarle queste benedette sigarette? «Come si sta facendo già in Australia, Canada, Irlanda e ora in molti Paesi del Nord Europa, che hanno aderito insieme a 25 società scientifiche al progetto “tobacco end game”: pacchetti senza scritte che proteggono i produttori, immagini choc a tutto campo, nessun logo e un solo colore anonimo per tutti i pacchetti». Basta questo per dare scacco matto al fumo? «No, serve anche un aumento deciso della tassazione sui prodotti da tabacco. Dove si è fatto, come in Gran Bretagna, ci hanno guadagnato tutti: i fumatori che hanno smesso di fumare, lo Stato che ha comunque incassato di più e persino i produttori che si sono rifatti alzando i prezzi». Proibirlo del tutto il fumo? «Sono un anti proibizionista convinto. Basterebbero le misure che le ho detto per limitare i danni. Poi chi vuole farsi del male da solo faccia pure». [pa. ru.]
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Tags: Class action, fumo, sigarette, tabacco
