17 Maggio 2019

`Un inquilino del centro si è ritrovato `Luce, pagamento choc di 2000 euro

con tre fatture da 500 euro in carico
I NOSTRI SOLDI Tre fatture Tari da 500 euro ciascuna per la stessa abitazione, 2mila euro di elettricità per un capannone mai utilizzato. Sono solo alcune delle anomalie con le quali in queste settimane hanno avuto a che fare alcuni utenti perugini a causa di bollette pazze. Situazioni per risolvere le quali molti sono costretti a spendere intere mattinate negli uffici dei gestori o a rivolgersi alle associazioni dei consumatori per attivare procedure di conciliazione. Quello che sta accadendo anche per i noti conguagli di Umbra Acque con almeno tre casi alla settimana affrontati solo dal Codacons Umbria. Un ragazzo che vive nel centro di Perugia ha speso un’ intera mattinata facendo la spola tra gli uffici del Comune e della Gesenu per venire a capo della triplice bolletta emessa per l’ appartamento dove vive in affitto. Una fattura da 500 euro inviata a lui per 70 metri quadrati, e alla proprietaria dell’ immobile, per la quale i metri quadri sono diventati 60. Inoltre, lo stesso inquilino si è ritrovato un debito a suo nome riguardante la Tari 2018, quando invece risulta che la tariffa era stata fatturata a nome della locatrice e da lui regolarmente pagata. «Stiamo riscontrando molte anomalie con le bollette Gesenu conferma Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria con imprecisioni riguardanti anche il numero degli effettivi residenti». Una signora si è infatti rivolta agli uffici Tari per comunicare l’ uscita dal nucleo familiare del figlio, andato a vivere in un’ altra casa. «Allo sportello le hanno confermato che avrebbe dovuto ricevere un rimborso di 17 euro per aver pagato alcuni mesi anche per il figlio trasferitosi aggiunge Falcinelli ma di tutta risposta dopo alcune settimane ha ricevuto un’ altra bolletta da 100 euro riferita a una rata non pagata. Avendo pagato tutto, la signora si è recata di nuovo alla Gesenu dal cui sportello hanno insistito che non aveva capito lei che non c’ era nulla da pagare, questo dopo aver mostrato tutti i pagamenti». Nessuna traccia invece dei 17 euro da rimborsare. «Dovrà aspettare la prossima cartella per vederseli scalati». Si è conclusa positivamente anche la questione che un piccolo imprenditore della provincia di Perugia si è trovato ad affrontare dopo aver acquistato un capannone dove in precedenza era ubicata una ditta di informatica dove lavoravano una quindicina di persone. Comprato lo scorso ottobre, a novembre l’ utente si è visto recapitare a suo nome una bolletta di 1.900 euro mentre, con l’ attività ancora non avviata, avrebbe dovuto spendere al massimo 40 euro. «Abbiamo attivato la conciliazione che si è conclusa nei giorni scorsi spiega Carla Falcinelli con l’ annullamento della bolletta e la restituzione di altri 131 euro». Si è poi scoperto che la superbolletta, nella voltura, era dovuta a un’ errata trascrizione della lettura del contatore: un rovescino nella cifra rilevata dal contatore che rischiava di costare caro all’ utente. Ma a continuare a impegnare l’ associazione da ormai due mesi a questa parte è la questione conguagli di Umbra Acque. «Tra situazioni nuove o in conciliazione abbiamo oltre quattro casi a settimana da affrontare», spiegano dall’ associazione. «Agli uffici ci hanno detto che in questo periodo stanno lavorando solo per risolvere queste situazioni e rispondere alle proteste delle persone». Fabio Nucci © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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