7 Giugno 2011

Un’ impresa riscuotere la pensione

LUCCA. A Santa Maria del Giudice sono dovuti arrivare i carabinieri. Una donna, esasperata dal mancato funzionamento dei computer, si era arrabbiata oltre misura, non potendo fare l’ operazione di cui aveva bisogno. E allora i dipendenti dell’ ufficio postale per evitare che la situazione degenerasse e riportare la calma, hanno telefonato al 112 e chiesto l’ intervento dei militari. E’ il caso più evidente della tensione, dello stress, del nervosismo che si respira in questi giorni alle Poste. Una situazione difficile generata dal cattivo funzionamento del nuovo software installato a livello nazionale ed entrato in attività senza che – evidentemente – si fossero fatte le opportune verifiche. Conseguenza diretta il blocco del sistema, con la mancata operatività della maggior parte degli uffici. Le Poste avevano garantito che da ieri la situazione sarebbe tornata alla normalità. Mai promessa è stata più vana. E si è ripetuto lo stallo che da mercoledì 1º giugno ha reso particolarmente difficoltosa ogni operazione, soprattutto i pagamenti delle pensioni, ma anche i versamenti dei correntisti, per non parlare dei bollettini delle varie utenze e delle multe. Si procede a singhiozzo, come è accaduto anche ieri. «Al mattino – racconta un operatore delle Poste – il computer è partito regolarmente, ma prima di ricevere gli utenti è stato necessario chiudere la giornata di sabato, che era rimasta in sospeso proprio perchè il sistema aveva smesso di funzionare. Poi abbiamo lavorato poco più di un’ ora, verso le 9,30-9,45 i computer si sono bloccati nuovamente». Facile immaginarsi la frustrazione del personale e la rabbia della gente. Fra gli utenti in coda persone che già venerdì e sabato non erano riuscite a fare le operazioni. C’ è chi ha atteso, nella speranza che il software ripartisse, e chi invece imprecando se n’ è andato. «Da mercoledì – racconta una giovane impiegata – mio padre non riesce a riscuotere la pensione, è un disagio e un problema notevole. Non può andare da solo e ogni volta devo accompagnarlo, con ripercussioni sul mio lavoro e soprattutto con perdite di tempo». Il caso non è ovviamente isolato. Un giovane immigrato è in attesa di prelevare soldi dal suo conto: «Ne ho bisogno – spiega – mi servono per pagare l’ affitto, sono già in ritardo, avrei dovuto portare i soldi al proprietario di casa entro domenica, ma sabato non ce l’ ho fatta a prendere il denaro perchè il computer non funzionava». Gli utenti si lamentano anche perchè nessuno dei dipendenti delle Poste ha saputo dare loro informazioni precise su quando poter fare queste operazioni. E chiaramente a nessuno piace stare in coda, in attesa per lungo tempo senza avere la garanzia che il sistema riparta. «Purtroppo – dice un operatore delle Poste – siamo impotenti di fronte a questa situazione. Abbiamo un numero verde cui fare ricorso per segnalare eventuali problemi tecnici, ma da mercoledì accedervi è praticamente impossibile. Risulta quasi sempre occupato, chi dei colleghi è riuscito a prendere la linea libera comunque non ha avuto risposte. Sembra che nemmenoi i tecnici sappiano che pesci prendere». Intanto ieri Poste ha accolto la richiesta del Codacons di aprire un tavolo di conciliazione finalizzato a risarcire gli utenti danneggiati dai disservizi. «Invitiamo i cittadini che hanno avuto problemi a conservare tutte le prove dei disagi subiti, come ad esempio bollette, fatture, e contravvenzioni scadute – dice il Codacons -. A seguito della decisione di Poste, abbiamo deciso di bloccare le citazioni dinanzi al giudice di pace che il nostro ufficio legale stava ultimando, e stiamo per pubblicare sul blog www.carlorienzi.it un modulo che i cittadini possono utilizzare per ottenere l’ indennizzo».
 
 
 
 

 

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