12 Settembre 2003

Un giorno senza acquisti




PISA ? Borsellini e portafogli chiusi. Per 24 ore non uscirà neppure un centesimo. Niente. Basta. E` quanto chiede a tutti i consumatori, cioè a tutti noi, l`Intesa dei Consumatori, ovvero il cartello che riunisce le associazioni Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori. Insomma un vero «sciopero della spesa» per protestare contro «gli aumenti indiscriminati dei prezzi, soprattutto quelli di molti beni di largo consumo, che stanno falcidiando il potere d`acquisto di stipendi e salari e portando il dissesto nei bilanci delle famiglie». Lo sciopero è stato indetto per martedì prossimo e anche a Pisa stanno fioccando le adesioni: tra le prime quella della Cgil che «valuta negativamente l`aumento dell`inflazione e lo scarto tra inflazione e retribuzione, che penalizza le condizioni materiali del lavoro dipendente e delle pensioni».
Ma come funziona la protesta contro il caro-vita? L`Intesa ha compilato una «guida pratica» per i cittadini che il giorno 16 intendono astenersi dagli acquisti. Il primo divieto è quello di fare la spesa: è questa ? garantiscono i promotori ? la forma più efficace di protesta contro gli aumenti dei prezzi. ma ci sono anche altri consigli: ad esempio niente cappuccino, caffé e brioches, meglio gustarsi la colazione a casa. Per un giorno si potrà poi fare a meno di inviare sms e, quanto a cellulare e telefono fisso, meglio servirsene solo per le chiamate di emergenza; portarsi il pranzo o la merenda direttamente da casa; non acquistare birra, gelati né altre bevande; limitare l`utilizzo di Internet; non acquistare sigarette e non fumare (oltre al portafoglio, ne gioverà anche la salute); non andare dal parrucchiere, non effettuare operazioni in banca; non fare shopping; non andare al cinema né al teatro (meglio una bella videocassetta con gli amici); non fare benzina, acquistare il giorno prima il biglietto del bus.
In campo scenderanno anche gli «Angeli Blu», ovvero incaricati delle associazioni che controlleranno i cartellini dei prezzi nei negozi segnalando le anomalie più vistose: «Nessuna caccia alle streghe né attacchi sconsiderati ai commercianti ? dice l`Intesa ?, ma solo un modo per difendere chi vive del proprio stipendio e a fine mese ha diritto di far quadrare i conti».


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