Un fondo da 1,5 miliardi ai truffati delle banche
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fonte:
- Giornale di Vicenza
arman (don torta): «una soddisfazione che ci porta quasi a piangere» ugone (noi che credevamo nella bpvi): «allargarlo a tutti i vecchi soci»
«Siamo prudenti e non cantiamo vittoria fino a che non avremo letto in Gazzetta Ufficiale il provvedimento. Ma se sarà come abbiamo inteso dall’ annuncio è un motivo di soddisfazione che ci porta quasi alle lacrime». Parla così Andrea Arman, presidente del coordinamento delle associazioni e dei soci delle banche popolari venete “don Enrico Torta”. L’ annuncio è quello dato dal vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio nell’ ambito della legge di stabilità: «I truffati dalle banche saranno risarciti con un fondo ad hoc da 1,5 miliardi alimentato dai conti dormienti». Una prospettiva che tocca da vicino il Veneto e in particolare Vicenza che ha vissuto il crollo della ex BpVi: nel falò delle azioni finite completamente azzerate sono stati bruciati 11 miliardi di euro. I FONDI. Durante il precedente Governo era stato costituito un fondo di ristoro di 100 milioni in 4 anni (2018-2021) inserito nella legge di bilancio 2018, destinato ai risparmiatori vittime dei reati bancari. Il cosiddetto fondo Baretta (dal nome del sottosegretario veneziano) era però caratterizzato, secondo l’ accusa delle associazioni, oltre che da risorse «esigue» soprattutto da «maglie strette» limitate alla vendita fraudolenta di titoli recenti (dopo il 2012) per dimostrare la quale era necessaria una documentazione con il via libera dell’ Anac. Con il Governo Conte – il primo atto del premier dopo essersi presentato come “avvocato di tutti gli italiani” era stato incontrare una delegazione di risparmiatori – è arrivato un emendamento inserito nel Milleproroghe a firma Bitonci (sottosegretario padovano al Mef) che aveva distribuito 25 milioni: i risparmiatori, ai quali è stato accolto il ricorso dell’ arbitro per le controversie finanziarie della Consob, potranno richiedere il rimborso in via immediata con un limite massimo del 30% e un tetto di 100 mila euro. In quell’ occasione Bitonci aveva assicurato che quello sarebbe stato solo l’ inizio. E siamo all’ annuncio dell’ altra sera di Di Maio: un fondo ad hoc da 1,5 miliardi.LE MAGLIE. «Carta canta e villan dorme – sostiene Luigi Ugone, presidente di “Noi che credevamo nella BpVi”, oltre 2 mila iscritti -: quello però che emerge dalle indiscrezioni e ci soddisfa molto è non solo la disponibilità del portafoglio ma, come abbiamo sempre chiesto, il fatto che saranno allargate le maglie normative per il rimborso. E questo significa che ad essere rimborsati potranno essere non solo coloro che avevano acquistato le azioni di recente, ma tutti i risparmiatori che hanno avuto problemi legati alla mala-gestione delle azioni e al mancato controllo che il sistema ha perpetuato nei decenni di gestione, parliamo del 95% degli azionisti e non solo del 5% come è di fatto ora. Il fondo Baretta è sorpassato, troppo stringente e limitato a troppo pochi azionisti: quindi apprezziamo il fatto che ci siano più risorse ma a fronte di “maglie” più ampie. Attendiamo un tavolo di colloquio con il Governo per capire le ripercussioni concrete di questi annunci».IL SUPERAMENTO. E di «superamento dell’ infelice legge Baretta» parla Andrea Arman (è stato anche candidato per il Movimento 5 Stelle alla Camera nel collegio uninominale di Montebelluna arrivando secondo): quella legge – ribadisce – aveva il limite dell’ arbitrato per dimostrare il misseling (il mancato rispetto di leggi e regolamenti in fase di compravendita di azioni) ed escludeva la stragrande maggioranza dei risparmiatori in difficoltà. E ora anche i vecchi soci e tutti coloro che non hanno potuto adottare nessun provvedimento a difesa del loro risparmio potranno rientrare: il Governo studierà chi potranno essere i beneficiari». C’ è una domanda che arriva già. Rientreranno anche coloro che hanno accettato la transazione tra cui i quasi 67 mila azionisti di Bpvi? Per le associazioni il coro è «sì», ma «la pista privilegiata sia per i casi più in difficoltà e che non hanno ancora avuto nulla». «In ogni caso – sta con i piedi per terra Armam -, per ora parliamo di un annuncio che ha una ragionevole speranza ma sappiamo bene che dovrà passare il vaglio dell’ Europa e non è ben visto dal mondo bancario».LA DIFESA. Non ci sta a sentir parlare di superamento della legge Baretta Franco Conte, presidente di Codacons Veneto: «La legge prevedeva 100 milioni ma indicava già dove attingere, cioè i conti dormienti: è stata messa una condotta dentro un tunnel dove c’ è tanta acqua e questo è positivo, così come il risarcimento senza paletti». Parte dalla realtà Luigi Guiotto, presidente di Federconsumatori Vicenza: «Oggi come oggi sono risarciti in 500, compresi i risparmiatori di Etruria, Marche, Chieti e Ferrara. Il regolamento del fondo sarà scritto entro il 31 gennaio e vedremo lì quello che davvero coprirà». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
roberta bassan
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