8 Gennaio 2002

Un eurogiorno? Tremila lire in più E ora anche la farmacia “arrotonda“

Le segnalazioni sugli aumenti con la nuova moneta non risparmiano neanche medicine e analisi

Un eurogiorno? Tremila lire in più E ora anche la farmacia “arrotonda“ medicine “Lo sciroppo costa 554 lire in più. Coperto il vecchio prezzo“
analisi

“Un esame che costava 130.000 lire è lievitato fino a quota 139.000“

menu salato “Il conto per sette persone è lievitato di ben 5.000 lire“

la domestica “Anche la colf adesso arrotonda: mi ha chiesto 7 euro l`ora“

Un euro e 55. Circa tremila lire. È quello che ognuno di noi deve pagare ogni giorno per i ritocchi dei prezzi leggi rincari provocati dall`euro. In un anno fanno 565,75 euro (circa un milione e 95 mila lire). Gli arrotondamenti selvaggi toccano perfino le medicine e le analisi mediche. Non risparmiano niente e nessuno, neanche chi sta male. Qualche esempio? Elisabetta Gueli entra in un laboratorio di analisi sulla Colombo. Tutto procede regolarmente. Almeno fino a quando non tira fuori il portafogli: «Fanno 6,83 euro», dice l`impiegata. Elisabetta fa due conti ed ecco la scoperta: «Mi hanno addebitato 228 lire in più del dovuto. Poca roba, alla signora che veniva dopo di me è andata peggio. Aveva sempre pagato 130.000 lire: ieri, per le stesse analisi, le hanno chiesto 9.000 lire di più».

Non è l`unico colpo messo a segno dal convertitore ubriaco. Molte le vittime anche in farmacia. Siamo alla Magliana. Una pensionata chiede una confezione di Lisomucil, bustine solubili contro tosse e raffreddore che in questi giorni dilaga fra i romani. Il farmacista porge il medicinale e lo scontrino: 7 euro, ovvero 13.554 lire. La pensionata si insospettisce, solleva l`etichetta autoadesiva e scopre che il prezzo originario era 13.000. Vabbé, sono soltanto 554 lire in più, spiccioli, ma moltiplicati per decine, centinaia di clienti fanno una bella sommetta.
Un caso? Mica tanto. A Torre Gaia, un imprenditore trentenne chiede una scatola di Enterogermina e si trova sul conto 54 centesimi di euro imprevisti. «Scusi?», cerca garbatamente di far notare al farmacista. La risposta è perentoria: «Io non c`entro, ha fatto tutto il computer». Inutile far notare che, calcolatrice alla mano, 13.700 lire non sono uguali a 7,60 euro.

Altro che arrotondamenti in eccesso di pochi centesimi, che in teoria potrebbero essere anche in difetto: qui c`è puzza di rincari belli e buoni.

Sono soltanto alcuni dei tanti, tantissimi episodi di arrotondamenti “poco chiari“ segnalati dai cittadini alle associazioni a tutela dei consumatori. Federconsumatori, Codacons e Cittadinanza Attiva sono letteralmente sommersi di telefonate, lettere ed email (chi volesse segnalare le sue disavventure a Repubblica può mandare un fax allo 06.4958218 o una email a: [email protected]).

Ce n`è per tutti i gusti, a cominciare dai locali pubblici. Prendiamo un ristorante sudamericano in pieno Centro. Niente da dire sui cibi e il servizio, ma la sorpresa arriva al fatidico momento del conto. Poche lire, anche questa volta, ma Cecilia Ruotolo e i suoi amici sono tipi precisi. E soprattutto, appena fiutano aria di arrotondamento, più veloci di John Wayne con la sua Colt, estraggono il convertitore. Così scoprono che l`antipasto da 6,71 euro è stato ritoccato a 6,80. «Pochi spiccioli, ma eravamo in sette e alla fine della cena ci siamo ritrovati sul conto 5.000 lire in più. E se mettete insieme tutti i clienti del locale, fa una cifra niente», osserva Cecilia. Conclusione: la combattiva comitiva paga il conto, ma chiede spiegazioni. Il titolare si scusa, offre un bicchierino. E intanto i prezzi restano gli stessi.
C`è anche qualche aspetto divertente: per esempio le giustificazioni assurde di alcuni commercianti. Tabaccheria di via Prenestina: due giovani cugini entrano e chiedono un pacchetto di sigarette che dovrebbe costare 4.000 lire, ma ecco che, a sorpresa, ne devono sborsare 4.250. «Perché?», domandano. «Perché pagate in lire», taglia corto il tabaccaio. Come dire, prendere o lasciare.

Ancora. McDonald`s ha abbassato il prezzo di un hamburger a un euro tondo tondo. Ma il menu McChicken è passato da 9.900 a 10.650 lire. Non va meglio per chi, spinto da spirito patriottico, si infila in un negozio di pizza al taglio e punta su una classica rossa: una fetta passa da 1,55 euro a 1,81.

Barba e capelli? «A ottobre sono andato da un barbiere in Prati e mi ha chiesto 36.000 lire. Sono tornato il 2 gennaio e me ne ha chieste 38.700», racconta Luigi Sanna. La motivazione: «Mi hanno detto che dovevano adeguare i prezzi alla nuova moneta e fare cifra pari: 20 euro».
Ultima sorpresa: la domestica. «Mary, la signora filippina che da anni lavora a casa mia, il 2 gennaio mi aspettava davanti alla porta», ricorda Isabella Pollini, medico. Il motivo? «Fino a dicembre guadagnava 13.000 lire l`ora, cioè 6,71 euro. Adesso anche Mary vuole l`arrotondamento a 7 euro? e visto che tutti lo fanno, in fondo ha ragione».

Insomma, a fine giornata, dopo aver preso l`autostrada, aver mangiato e fatto un po` di shopping, essersi magari tagliati i capelli e aver pagato la colf, ci si trova con almeno 1,55 euro in meno. Tremila lire al giorno: la tassa dell`euro.

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