24 Marzo 2002

Un? etichetta destinata a scomparire

LA BATTAGLIA IN EUROPA


Un? ?etichetta? destinata a scomparire



ROMA – Quando la leggerezza è un alibi. Fumare nuoce gravemente alla salute e l?organismo non ammette deroghe nemmeno a chi preferisce le sigarette “light“. Ci ha creduto la donna americana, uccisa poi dal fumo e per i giurati hanno condannato la Philip Morris a un risarcimento, ci credono quanti si “giustificano“ dicendo: fumo leggero. Il tossicologo Piergiorgio Zuccaro che dirige all`Istituto superiore di sanità l`osservatorio su fumo, alcol e droga non ha dubbi: «L`abbiamo sempre detto: non esistono sigarette leggere che non fanno male». «Secondo i primi studi tra i due tipi di sigarette – sottolinea Zuccaro – sembra non esserci differenza in quanto il fumatore di light aspira di più per avere la stessa dose di nicotina e quindi il danno è lo stesso. È ovvio dunque dire che una sigaretta light non preserva dal tumore».
Zuccaro ha annunciato che da maggio l`Iss e i medici di famiglia (Fimmg) saranno impegnati in una campagna per informare i cittadini sui danni del fumo e tentare di dire no alle sigarette.

«Ogni medico – ha spiegato Zuccaro – si impegna a dedicare per ogni paziente che visita alcuni minuti per affrontare con loro il problema fumo; se la persona fuma e avrà intenzione di smettere, verrà aiutata con opportuni consigli. Inoltre, a fine maggio saranno presentate le linee guida per tutti i medici per aiutare a dire no alle sigarette».
Che la leggerezza non sia sinonimo di mancanza di danni lo stabilisce anche dall?Ue che a tal proposito ha emesso una direttiva, ma d?altro canto che inalare un tasso inferiore di nicotina sia meno dannoso è ugualmente convinzione dell?Unione che si è preoccupata di abbassarne i limiti. Una direttiva europea approvata già l?anno scorso, prevede la riduzione del tasso di nicotina, da 1,2 a 1 milligrammo e per il catrame o condensato si passa dai 12 a 10 milligrammi. La stessa direttiva costringerà a produrre pacchetti dove su più di un terzo della confezione deve essere scritto “il fumo uccide“ ed impone anche l?eliminazione della dicitura light, superlight o extralight nell?assunto che il fumatore non deve essere portato a credere che fumando leggero si faccia rispetto all?utilizzo di sigarette “normali“. Però, la direttiva riduce il tasso di nicotina, nell?assunto che inalando meno nicotina ci si faccia meno male.
La direttiva deve essere recepita entro il 30 settembre di quest?anno. Ma come ogni norma restrittiva non è stata accolta da tutti di buon grado. Prima a scendere in campo, per impugnarla davanti alla Corte europea di giustizia di Lussemburgo, è stata la Germania come stato, poi la British american tobacco, la Gallaher (grosso produttore inglese). Le motivazioni per cui si dice no a questa direttiva fanno riferimento al carattere medico della decisione e per i diversi criteri di applicazione che ogni stato può attuare. E al fianco di chi intende fare causa contro le multinazionali del tabacco scende il Codacons: chi ha fumato in presenza di indicazioni di leggerezza che dessero un?affidamento su una possibilità di minor danno alla salute ? ha detto Carlo Rienzi, presidente dell?associazione ? ha possibilità di far causa anche in Italia.

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