Un’ estate tra smog e canicola ora si possono chiedere i danni
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fonte:
- Il Messaggero
di ANTONELLO DOSE e MARCO PRESTA CHE in Italia si siano superati i limiti, è un’ impressione che in molti abbiamo e di frequente: nella latitanza delle istituzioni, nella loro inattendibilità, nello stato di abbandono della cultura e nella paraculaggine dilagante. In genere, però, non succede mai nulla, difficilmente si verificano contaccolpi giuridici. Tuttavia, se i limiti in questione riguardano le polveri sottili, il discorso cambia radicalmente. In questo caso c’ è stato il famoso «colpo di Codacons». Con una mossa magistrale il Codacons ha deciso di lanciare qualche tempo fa una rivoluzionaria class action (che non è un film d’ azione con Tom Cruise, ma una causa collettiva): entro il 31 luglio i cittadini potranno, al costo di 6 euro (Iva inclusa), chiedere un risarcimento danni al proprio Comune, qualora questo non abbia adottato tutte le misure necessarie per tutelare la salute pubblica dalle patologie legate all’ inquinamento dell’ aria. L’ indennizzo pro capite ammonterebbe a 2 mila euro, secondo le previsioni dell’ associazione dei consumatori. Tira davvero un’ ariaccia per molti municipi italiani, non solo per via dello smog sempre in aumento, ma anche per le possibili, clamorose rivalse legali da parte degli abitanti. Sono ben 45 i Comuni coinvolti, che hanno sforato le soglie limite giornaliere di Pm 10 (le cosiddette polveri sottili, la cui concentrazione, secondo la normativa europea, non può essere superata più di 35 giorni all’ anno). Tra le città in questione, naturalmente, c’ è anche Roma, per la quale un po’ tutto si trasforma in un’ emergenza, qualunque fenomeno naturale o evento sociale: la neve, la pioggia, i nuovi centri commerciali a Ponte Milvio, i rifiuti, le manifestazioni, il funzionamento delle metropolitane, i chioschi di grattachecche e l’ evidente sovrappeso dei centurioni davanti al Colosseo. In passato si è tentata la carta delle «domeniche a piedi» ma, come sapete, non è bastata a far calare lo spread dell’ inquinamento. Da indiscrezioni trapelate dal Campidoglio, sembra che la giunta guidata dal sindaco Gianni Alemanno stia per proporre alla cittadinanza le «domeniche su un piede solo», ma ci sono ancora molti dettagli da limare, molti nodi da sciogliere. Era stata vagliata anche l’ ipotesi di un nuovo assessorato per il controllo delle polveri sottili, ma l’ iniziativa s’ è fermata di fronte a un ostacolo insormontabile: gli amministratori non hanno più parenti in numero sufficiente per coprire i ruoli chiave all’ interno della nuova istituzione. Peccato, si tratta di un’ occasione perduta. È atteso nelle prossime ore un comunicato ufficiale da parte del primo cittadino della Capitale, una presa di posizione chiara, capace di fugare tutti i dubbi che i romani potrebbero aver maturato in questi giorni. Ve ne forniamo un’ anticipazione, in esclusiva: «Cari cittadini, evitiamo di dire fesserie. Non dobbiamo prestarci al gioco dell’ opposizione, che vorrebbe sempre ingigantire i problemi. Vi invito a non aderire alla class action, perché stiamo parlando di una problematica che non esiste: le polveri sottili, lo dice la parola stessa, sono una sottigliezza. Sappiate che per togliere la polvere i tecnici del Comune stanno studiando un gigantesco appretto col manico. E comunque, vada male, chiamo l’ esercito». RIPRODUZIONE RISERVATA.
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