5 Giugno 2021

Un esposto per fermare lo scempio nella pineta

  «Lesione  all’integrità  della  Pineta  dannunziana  da  parte  del  comune  di  Pescara  seguito  del  programmato  abbattimento  di  58  piante  di  notevole  pregio».  È  questo  l’oggetto  dell’esposto  sottoscritto  dal  Codacons  Abruzzo,  attraverso  il  coordinatore  regionale,  l’avvocato  Fabrizio  Foglietti,  ma  anche  da  Archeoclub  d’Italia  sede  di  Pescara,  Italia  Nostra  regionale,  MilaDonnambienteDonnambiente,  le  Majellane,  Conalpa  Pescara-Chieti,i  Gufi,  Saline.Marina.PP1Marina.PP  Aiapp.  Nel  mirino  delle  associazioni  ambientaliste,  che  ieri  ancora  una  volta  si  sono  riunite  in  via  Pantini,  il  taglio  degli  alberi  previsto  dal  comune  nell’ambito  del  completamento  della  strada  pendolo,  la  quale  dovrà  riunire  le  due  aree  della  Riserva  dannunziana,  con  un  importo  del  progetto  pari  milione  200  mila  euro.  L’ANNUNCIO  dopo  giorni  di  rimpalli  tra  l’attuale  amministrazione  di  centrodestra,  guidata  dal  sindaco  Carlo  Masci,  ed  ex  esponenti  dei  passati  governi  di  centrosinistra,  sulla  paternità  dei  lavori  ora  in  corso  nella  Pineta,  ieri  l’annuncio  dell’esposto  inviato  al  presidente  della  Regione,  Marco  Marsilio,  al  comandante  del  gruppo  dei  carabinieri  forestali  di  Pescara.  Per  conoscenza,  anche  alla  procura  di  Pescara  al  sindaco  Masci.  Secondo  le  associazioni,  il  comune  avrebbe  approvato  «la  realizzazione  di  una  strada  nuova,  cioè  con  tracciato  diverso,  nell’ambito  della  Riserva  dannunziana,  in  contrasto  con  una  disciplina  regolamentare  approvata  sovraordinata  (la  pianificazione  regionale,  nda)  con  la  legge  regionale  istitutiva  della  Riserva  naturale».  In  altre  parole,  dicono Codacons e altri , poichè qualsiasi modifica del Pan – il piano di assetto naturalistico – sarebbe  di  competenza  della  Regione,  il  comune  di  Pescara,  in  qualità  di  gestore  della  Pineta  dannunziana,  non  sarebbe  potuto  intervenire  in  autonomia.  IL  PIANO  REGOLATORE  Non  sarebbe  potuto  intervenire  neanche  con  «il  Piano  Regolatore,  che  peraltro  ha  previsto  soltanto  il  suo  ampliamento»,  hanno  scritto  riferendosi  all’aumento  della  larghezza  di  via  Pantini,  non  uno  spostamento,  affermano,  il  quale  produrrà  «l’abbattimento  delle  58  piante  della  Pineta  dannunziana».  Ieri,  sostegno  degli  ambientalisti,  tra  tanti  si  sono  visti  anche  il  segretario  nazionale  di  Rifondazione  comunista,  Maurizio  Acerbo,e  l’ex  assessore  all’urbanisticaurbanistica,  della  giunta  Alessandrini,  Stefano  Civitarese.  «Quando  fui  nella  giunta,  non  ebbi  notizia  di  questo  progetto  – racconta  il  docente  – poiché  non  era  nelle  mie  competenze.  Tuttavia  è  possibile  che  prevedesse  lo  spostamento  della  strada.  Però,  in  generale,  credo  che  sia  sbagliata  fare  un’operazione  di  questo  genere.  Soluzioni  ce  ne  sono  anche  nel  Masterplan  è  previsto  che  la  strada  vada  dritta  non  faccia  questa  curvatura  all’interno  della  Pineta».  All’appuntamento  di  ieri  mattina  è  intervenuto  anche  l’ex  dirigente  comunale,  ai  tempi  della  giunta  D’AlfonsoAlfonso,  nonché  ex  presidente  dell’ArtaArta,  Giovanni  Damiani.  Il  biologo  si  è  soffermato  sull’iter  amministrativo  del  Pan:  «Perché  è  stato  pubblicato  il  28  maggio  2021,  sul  Bura,  dopo  ben  336  giorni  dalla  sua  approvazione  definitiva,  avvenuta  con  un  voto  del  consiglio  regionale  il  28  maggio  2021?  L’articolo  della  legge  regionale  del  1999,  una  volta  acquisiti,  prevede  un  massimo di 7 giorni per le leggi e i regolamenti e 20 per gli altri atti”.

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