5 Novembre 2011

Un esposto del Codacons sulle bio-truffe Un esposto del Codacons sulle bio-truffe  

Un esposto del Codacons sulle bio-truffe
 

Il Codacons ha presentato negli uffici della Procura un esposto sulle bio-truffe. La notizia è stata confermata dal segretario nazionale, Francesco Tanasi che si è detto indignato per quanto emerso a seguito delle verifiche effettuate dai Nas in alcune eco-aziende agricole. Tanasi chiede ai magistrati di indagare per portare alla luce l’ esistenza di un mercato di prodotti biologici che di biologico non hanno nulla. Infatti, sono molti coloro che, per il rispetto dell’ ambiente e del mangiar sano, acquistano oggi prodotti biologici. Tuttavia, taluni di quegli ortaggi o di quella frutta portata in casa si potrebbe rivelare realizzata con pesticidi, concimi chimici, coloranti e conservanti. «E’ per questo – dichiara Tanasi – che vogliamo che le indagini coinvolgano tutte le cosiddette bio-aziende del siracusano, perché pretendiamo che il consumatore non subisca truffe», e proprio l’ attenzione verso il consumatore ha indotto FederBio e altre associazioni del comparto agricolo a offrire la piena disponibilità al Codacons. L’ avvocato Bruno Messina, che ha depositato l’ esposto in Procura, ci ha detto che la denuncia vuole colpire solo gli operatori disonesti e consentire di valutare l’ affidabilità del sistema di certificazione delle produzioni biologiche. Infatti, il legale precisa che i prodotti biologici non devono contenere alcuna traccia di ingredienti transgenici, poichè per legge devono essere privi di Ogm, laddove nei prodotti convenzionali c’ è una tolleranza dello 0,9%. Inoltre, vengono coltivati non danneggiando l’ ambiente, contribuendo anzi alla salvaguardia degli equilibri dell’ ecosistema e alla tutela delle risorse naturali. L’ avvocato Messina aggiunge che le culture biologiche sono prive di prodotti chimici, quali pesticidi, fertilizzanti o diserbanti e i terreni vengono concimati con fertilizzanti organici. Tutte queste peculiarità si riflettono poi sui prodotti biologici, che hanno qualità diverse da quelli delle colture tradizionali e le caratteristiche vengono certificate da organismi di controllo. «Ebbene – dice Messina – proprio a causa delle regole rigide appena accennate, il coltivatore di ortofrutta biologica ha maggiore difficoltà di qualunque altro produttore agricolo e dunque va tutelato, perchè garantire gli onesti produttori di prodotti biologici vuol dire garantire noi stessi».

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