10 Luglio 2010

Un errore il film a 4 euro Il Reposi ripaga la differenza

Gli spettatori si sono visti chiedere il prezzo pieno a 11 euro

[FIRMA]RAPHAËL ZANOTTI Quando hanno visto la pubblicità, prima nazionale di Toy Story 3 in 3D a soli 4 euro, hanno fatto un sorriso e si sono precipitati al Reposi. Ma, una volta arrivati al cinema, si sono trovati di fronte al personale della biglietteria che, inamovibile, vendeva il ticket al solito prezzo: 11 euro. Risultato: delusione, sconforto, rabbia. «Ma si possono fare queste cose, attirare le persone per poi fregarle?!», scrive Renata (nome di fantasia). Lei, moglie di un cassintegrato, quando ha scoperto la promozione si è messa d’ accordo con il marito: spendere 12 euro per portare i due figlioletti di 9 e 6 anni a vedere il cartoon era una spesa che si poteva affrontare. E’ dovuta tornare a casa con il figlio più piccolo in lacrime. Stessa sorte è toccata ad Alberto (altro nome di fantasia), che si dice «indignato e furibondo». Quando si è imbattuto nella pubblicità, ha contattato i cognati e ha organizzato una comitiva di 18 persone. «Vista la promozione per una prima nazionale – scrive Alberto – ho deciso di acquistare i biglietti in prevendita su Internet. Ma lì ho scoperto che si potevano comprare solo a 10 euro più i diritti di prevendita». Renata e Alberto sono solo due delle persone che, mercoledì scorso, si sono sentite raggirate da una pubblicità diffusa dal cinema Reposi e pubblicata anche da La Stampa. Qualcuno ha deciso di fare buon viso a cattivo gioco e ha pagato prezzo intero, qualcun altro se n’ è andato indignato. Per questo il Codacons ha inviato una lettera alla sala cinematografica, e per conoscenza all’ Antitrust, al Garante delle Comunicazioni e alla polizia annonaria dei vigili urbani. L’ ente richiede l’ immediato rimborso della differenza del biglietto «nonché di consentire la visione del film a coloro i quali avevano deciso di rinunciare». Anche il Movimento Consumatori si è mosso: ha preparato una segnalazione all’ Antitrust. Per loro non c’ è solo il danno agli spettatori, ma anche quello causato alle altre sale cinematografiche. Il cinema Reposi si è assunto la responsabilità dell’ errore: «Ci scusiamo per il disguido avvenuto il 7 luglio causato da un errore di comunicazione». Ma il Codacons non molla: «Bisogna che anche chi ha rinunciato possa vedere il film al prezzo pubblicizzato».

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