2 Ottobre 2007

Un doppio maxi-processo ai tifosi violenti del derby



Non uno, ma due maxi processi. Non un pm ma almeno due, forse addirittura tre. E non un giudice, ma due collegi formati da tre magistrati ciascuno. Procura e tribunale mettono in campo ingenti forze per fronteggiare il gran numero di tifosi arrestati domenica, in occasione degli scontri per il derby, che saranno processati stamane per direttissima. Sono trenta i teppisti finiti in manette: 20 appartengono alla tifoseria juventina, uno solo a quella granata. E altri dieci (divisi equamente tra le due squadre) sono stati iscritti nel registro degli indagati. Le accuse sono lancio di oggetti, danneggiamenti, resistenza a pubblico ufficiale. Un ultras deve anche rispondere di lesioni, per aver lievemente ferito un carabiniere. Per l`inasprimento della legge sulla sicurezza negli stadi rischiano conseguenze molto severe, e gli inquirenti intendono chiedere condanne esemplari e mantenere una linea durissima: le pene partono da un minimo di tre anni di carcere. Il caos si è scatenato sette minuti dopo le cinque del pomeriggio: un`edicola in via Tripoli è stata completamente devastata e nel fazzoletto d`asfalto davanti allo stadio Olimpico, in corso Sebastopoli e strade limitrofe, c`erano già circa 300 persone che si preparavano alla guerriglia. Al centralino dei carabinieri sono cominciate ad arrivare decine di chiamate. Una donna in via Bainsizza ha telefonato in lacrime: “Venite subito, stanno distruggendo le auto in sosta“. Un gruppo di juventini intanto, in via Filadelfia, si è introdotto in un palazzo per ammainare la bandiera granata che sventolava da un balcone del secondo piano. E ancora, in corso Sebastopoli, i tombini venivano aperti e le pietre divelte dall`asfalto per essere lanciate come vere e proprie armi. E` partita la caccia all`uomo. Le tifoserie avversarie si cercano e vogliono lo scontro. Da un lato i granata che lasciano il presidio organizzato sotto la curva Maratona. Dall`altro i Drughi che sfilano dalla sala giochi di Via Daneo. E` intorno alle 18 che cominciano gli incidenti più gravi. L`incrocio tra corso Sebastopoli e via Tripoli si trasforma nel teatro di una battaglia. Ci sono tanti piccoli gruppi disorganizzati di tifosi che insieme diventano una folla pronta alla guerra. Cappucci delle felpe calati sulla testa, sciarpe che coprono il viso, bottiglie vuote e spranghe in mano. Ma anche bastoni, catene, cubetti di porfido, valvole idrauliche in ferro, petardi. Ai fermati viene sequestrato persino un coltello lungo 8 centimetri. Polizia e carabinieri sparano 13 lacrimogeni per disperdere i tifosi. Ma loro non demordono: “tentano ripetutamente di ingaggiare lo scontro fisico con la tifoseria opposta – si legge nell`ordinanza – vengono contrastati, respinti e bloccati“. E contro le forze dell`ordine (500 tra carabinieri, Digos e finanzieri) cominciano a lanciare di tutto. Un ragazzo di 29 anni cerca di sfuggire a un carabiniere, e gli rompe lo scudo protettivo ferendolo. Un coetaneo riporta lesioni alla testa. Altri aggrediscono un operatore di “Sky“ tentando di portargli via la telecamera, ferendolo al volto. Gli arrestati sono giovani tra i 17 e i 25 anni: arrivano da Piemonte, Lombardia, Liguria, Marche e dal Lazio. Le direttissime di questa mattina si svolgeranno in due tronconi separati. I trenta arrestati compariranno davanti a due collegi di giudici, tutti della prima sezione penale, e a sostenere la pubblica accusa ci saranno i pm Gianfranco Colace e Paola Stupino, e il pm Carlo Pellicano in rinforzo. “Di certo resteranno in carcere fino al processo“, ha spiegato ieri il procuratore capo Marcello Maddalena. Il far-west davanti all`Olimpico ha scatenato polemiche e commenti. “Sono accaduti incidenti inqualificabile“, ha detto il presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli, condannando gli episodi di violenza. “Ci sono due squadre di calcio che cercano di fare il loro mestiere in serie A e che ci siano alcune centinaia di persone, che non posso nemmeno definire tifosi, che vogliono rovinare tutto è assolutamente inqualificabile. Sono convinto che queste persone vadano perseguite con la giusta e dovuta severità“. “Sono molto dispiaciuto per quanto accaduto ieri, bisogna essere risoluti nello stigmatizzare questi episodi – ha detto invece il presidente del Torino Urbano Cairo – In due anni da presidente la nostra è stata un`isola felice, con pochissime multe alla società per situazioni che riguardano i tifosi“. Il Codacons (l`associazione dei consumatori) ha chiesto al Viminale la sospensione dello stadio Olimpico per tutto il campionato 2007/8 al Torino, e per 10 giornate alla Juventus.

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