26 Febbraio 2020

Un derby d’ Italia per tutti? Sky si offre, ma non si può fare

la tv satellitare pronta a mandare juve-inter su tv8, il governo chiama in causa la lega, però la legge melandri non lo prevede
più che in chiaro, in chiaroscuro. Juventus-Inter visibile a tutti, per ragioni di pubblica necessità: era l’ offerta di Sky. Una bella idea, davvero. Ma praticamente irrealizzabile. A meno che non si volesse derogare a una legge dello stato. Dunque, Juventus-Inter allo Stadium quasi certamente non la vedrà nessuno, e in tv con la stessa probabilità la vedranno solo gli abbonati Sky. Come da calendario, come da spartizione dei big-match con Dazn, come – soprattutto – prevede la legge Melandri, il testo che disciplina la commercializzazione dei diritti televisivi del calcio. In chiaro, non è previsto, il diritto in chiaro non è mai andato a bando: questa la posizione della Lega di A, chiamata in causa dal ministro dello Sport Spadafora, che evidentemente in cuor suo avrebbe abbracciato l’ iniziativa. «Sono decisioni che deve prendere la Lega. Non entro in scelte autonome del mondo del calcio. Quello che abbiamo disposto è la necessità di salvaguardare la salute». Ed è anche con questa premura, cioè per evitare visioni di gruppo, inevitabili per una partita ad alta socialità come questa, che Sky aveva dato la propria disponibilità a trasmettere il posticipo di domenica sera anche in chiaro, su Tv8. Un’ idea attribuita all’ executive vice president Marzio Perrelli. «Vista l’ eccezionalità del momento, se si creassero i presupposti di intesa con la Lega Calcio, saremmo disposti ad aprire una finestra in chiaro sul nostro canale gratuito», trapelava a metà mattinata da una riunione dei manager Sky, che poi specificavano: «In una situazione così unica, in cui a tutti i cittadini e a tutte le imprese è richiesto di fare sacrifici, anche Sky sarebbe disponibile a fare il proprio. La nostra funzione di indubbia utilità da sempre ci guida in questa direzione». Direzione che, a stretto giro di posta, mentre governo e Lega di A si passavano la palla, ha individuato anche la Rai, candidandosi a trasmettere in chiaro sul canale a più larga diffusione le partite che saranno disputate nel prossimo turno a porte chiuse. «Lo facciamo – ha spiegato all’ Ansa una fonte qualificata dell’ azienda – a tutela dell’ interesse pubblico alla massima diffusione delle stesse gare considerando che i canali Rai sono fruibili dal 99,87% della popolazione». Successivamente, ma quando l’ ipotesi aveva già perso consistenza, anche Mediaset ha dato alla Lega la propria disponibilità a trasmettere la partita su Canale 5. Una generosità che, di fatto, ha tolto ogni dubbio sull’ irrealizzabilità dell’ iniziativa. La Lega, da sola, non ha il potere di derogare alla legge Melandri, che non prevede la trasmissione in chiaro delle partite di Serie A, né di «preferire» un operatore agli altri. Probabilmente sarebbe necessario un intervento legislativo, come invocava ieri il Codacons. «Il governo faccia un decreto ad hoc». Il decreto non è arrivato e difficilmente arriverà. Si potrebbe pronunciare l’ Antitrust in merito, ma i tempi sono stretti e l’ impressione è che nessuno, qui, voglia prendersi da solo tutta questa responsabilità.

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