Un deposito della Mattel in provincia di Novara è finito ieri nel mirino della Guardia di Finanza
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fonte:
- Il Messaggero
Un deposito della Mattel in provincia di Novara, a Oleggio Castello, è finito ieri nel mirino della Guardia di finanza, che ha sequestrato quasi 75 mila giocattoli, su cui pesa il dubbio che siano rischiosi per la salute dei bambini. Sono soprattutto le storiche bambole, e Cars, le note macchinine. La presenza di giocattoli nocivi sul mercato italiano è oggetto intanto di un`indagine del procuratore aggiunto di Torino Raffele Guariniello, che ha disposto accertamenti anche a Milano nella sede italiana della multinazionale statunitense, della California, vicino a Los Angeles. Il magistrato torinese sta coordinando i controlli e i campionamenti svolti dal Nas dei carabinieri sui giocattoli presenti in Italia. Accade dopo che il colosso americano ha ritirato dal mercato Usa circa 18 milioni di suoi giocattoli, prodotti su licenza in Cina. Rientra invece in un`inchiesta della procura di Verbania il sequestro effettuato dalla finanza nel Novarese, dove fino ad alcuni mesi fa la multinazionale aveva la sede italiana. “I dirigenti della Mattel – ha spiegato il capitano Gianfranco Rivelli, comandante locale della Finanza – stanno fornendo ogni informazione utile per il più rapido ed efficiente recupero di tutti i giocattoli sul mercato nazionale“. I giocattoli sotto sequestro restano nel deposito di Oleggio Castello, l`unico in Italia. Saranno a disposizione per i test di conformità al marchio Ce, della Comunità europea, che garantisce la sicurezza dei prodotti, ovvero che non siano confezionati con materiali tossici o costruiti in modo che piccoli particolari possano staccarsi facilmente ed essere ingeriti. I test saranno disposti dalla magistratura e dal ministero dello Sviluppo economico e gli esemplari non a norma verranno distrutti. Una certa quantità di questi giochi ha in realtà il necessario marchio Ce, ma il sospetto degli investigatori è che non sia stato rilasciato in seguito a regolari controlli. Non si esclude dunque che la procura di Verbania possa effettuare a breve le prime iscrizioni nel registro degli indagati. La Mattel dal canto suo precisa di “non essere coinvolta in nessuna ipotesi di contraffazione di certificati Ce“. Altri giochi provenienti dalla Cina sono in arrivo intanto al porto di Genova in quattro container, che la finanza del capoluogo ligure sta aspettando. La Commissione Europea nel frattempo non esclude il blocco delle importazioni, se la sicurezza dei bambini continuasse a non essere garantita. “La misura – ha spiegato il ministro del Commercio estero e delle politiche europee, Emma Bonino – è già stata messa in campo più volte, ad esempio per i pistacchi iraniani e le patate egiziane“. Una prima causa sui giochi è partita intanto dal Codacons, da parte di una mamma romana, preoccupata delle possibili conseguenze per la propria figlia, che ha una Barbie. Un allarme in merito a eventuali rischi sui prodotti alimentari cinesi importati è stato invece lanciato ieri in Italia dalla Coldiretti, che ha posto il problema dell`assenza dell`obbligo di scrivere sulle etichette l`origine di molti cibi. Si difendono però gli industriali cinesi del settore, che hanno diffuso un comunicato in cui annunciano che decine d`imprese saranno costrette a chiudere, lasciando a casa migliaia di loro operai e impiegati. Un rapporto del governo cinese, divulgato dall`agenzia Nuova Cina, afferma inoltre che poco meno del 15 per cento dei prodotti cinesi non ha superato i controlli di qualità nella prima metà del 2007 e per l`esportazione a superare i controlli risulta il 99 per cento dei manufatti.
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