16 Febbraio 2020

Un “Daspo” anche per chi beve troppo

Giorgio Guaiti Daspo allo stadio. “Dalno” per i locali notturni. Obiettivo: potenziare la prevenzione degli incidenti provocati da chi si mette alla guida sotto l’ effetto di alcol o droghe. Le “stragi del sabato sera” purtroppo sono un tragico appuntamento sulle strade della Brianza come di tutta Italia. I controlli serali e notturni nel fine settimana sono ormai un impegno prioritario di carabinieri, poliziotti e vigili, ma patenti ritirate, macchine sequestrate, denunce e arresti non sono sufficienti. Giovani e meno giovani sembrano non voler capire la drammatica lezione che arriva dalle cronache. Nasce da qui l’ idea avanzata dal Codacons: istituire la “patente del bevitore”. Una sorta di patente a punti, con un ridottissimo margine di errore: una segnalazione al primo riscontro di “ebbrezza molesta” e, al secondo richiamo, immediato divieto di ingresso nei locali notturni. Dopo il Daspo (Divieto di Accesso alle manifestazioni SPOrtive), ecco quello che, con un po’ di fantasia, potremmo chiamare “Dalno”: Divieto di Accesso ai Locali NOtturni. Il tutto – nella proposta del Codacons – accompagnato dalla presenza delle forze dell’ ordine alle porte di ogni locale. Un’ impresa impossibile. Basta poco per avere un’ idea della quantità di discoteche, bar, pub, ristoranti che andrebbero presidiati. Senza contare la difficoltà di applicazione del “Dalno”. Già è un problema controllare l’ ingresso di eventuali “daspati” allo stadio, dove le partite sono in programma in un giorno e ad un’ ora precisa. Figuriamoci tenere d’ occhio l’ accesso a decine di locali dal tramonto all’ alba. Insomma: una bella idea per richiamare l’ attenzione sul problema, ma la vera risposta può arrivare soltanto da chi dovrebbe pensare a divertirsi con un po’ più di intelligenza e responsabilità.

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