2 Marzo 2019

«Un danno per chi non fece nulla Bisogna correre subito ai ripari»

La duplice situazione in cui si trovano i cittadini leccesi è chiaramente descritta dalle associazioni di consumatori, in prima linea nell’ assistenza di quanti hanno voluto impugnare le delibere comunali. Per loro oggi si può parlare di vittoria. «Coloro che invece rimasero alla finestra, aspettando gli eventi, sono oggi tra i delusi». E la delusione di questi ultimi si legge quasi tra le righe della nota congiunta inviata ieri da Adoc, Adusbef e Codacons. «Con la sentenza del Consiglio di Stato – dicono le tre associazioni – è calato il sipario sulla vicenda del riclassamento delle rendite catastali operata dall’ Agenzia del Territorio su richiesta della Giunta comunale di Lecce per mezzo delle due ben note delibere del 2010. Siamo giunti all’ epilogo della storia». Ed è un epilogo amaro «almeno per coloro che non intesero opporsi agli atti dinanzi alla Commissione Tributaria. Ebbene, per costoro, si è consolidato il nuovo e maggiore classamento non prevedendo la sentenza del Consiglio di Stato quell’ effetto erga omnes che molti si aspettavano e che pure le associazioni avevano provato a sostenere». E dunque, «chi vince e chi perde?», si chiedono gli avvocati Alessandro Presicce, Antonio Tanza e Piero Mongelli, ai vertici delle tre associazioni. «I circa 7mila cittadini che prudentemente, anche con l’ ausilio delle associazioni dei consumatori, si assunsero l’ onere di impugnare gli avvisi di accertamento hanno visto e stanno vedendo annullarsi il classamento illegittimo con le sentenze della Cassazione. Coloro che invece rimasero alla finestra sono oggi tra i delusi. Su circa 56mila avvisi notificati, solo il 12 per cento circa dei cittadini intese impugnare. Gli altri hanno subito un danno. Lo subiscono i proprietari di seconde case e di locali commerciali, che vedranno cristallizzarsi il nuovo classamento, mentre per i proprietari di prime case, anche se non hanno opposto ricorso, l’ aggravio di costi non c’ è nell’ immediato. Al momento di una eventuale rivendita degli immobili, tuttavia, gli acquirenti pagheranno una maggiore imposta dovuta al valore più alto presente in catasto». Anche le associazioni se la prendono con la giunta Perrone. «L’ amministrazione comunale del 2010, con le citate delibere e con il loro mancato annullamento, ha prodotto un danno per i cittadini in quanto, esclusi i ricorrenti, questi hanno visto indiscriminatamente aumentare la rendita dei propri immobili mediamente nell’ ordine del 20 per cento. Sul versante della difesa dei cittadini, come associazioni per i diritti dei consumatori – aggiungono – stiamo valutando ogni singola posizione, in particolare studiando strumenti di tutela sia per coloro che hanno visto la rendita aumentata pur non essendo pervenuta da parte dell’ Agenzia delle Entrate la notifica dell’ avviso (e non potendo quindi nemmeno fare ricorso) e per coloro che, pur avendo fatto ricorso e vinto fino in Cassazione, non vedono ancora in visura la rendita corretta».

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