29 Marzo 2016

«Un consiglio per parlare di cremazione»

«Un consiglio per parlare di cremazione»
l’ associazione si fa
portavoce degli abitanti di punton de’ rocche che temono l’ inquinamento
da diossina che sarà prodotto dal forno il codacons chiede subito una
seduta aperta dell’ assise comunale per discutere del progetto dell’
impianto previsto nel cimitero vecchio

L’ ALLARME Subito un consiglio comunale aperto per informare la città sui pericoli ambientali che causano i forni crematori. A chiederlo a gran voce è la rappresentante locale del Codacons, Sabrina De Paolis, che si fa portavoce dell’ istanza avanzata dal comitato cittadino, composto principalmente dagli abitanti della zona “Punton De Rocchi” spaventati dalla realizzazione del nuovo “Tempio di Cremazione” che sorgerà nel cimitero di via Braccianese Claudia. Un progetto che i residenti stanno contrastando da tempo, impauriti per le conseguenze che l’ ennesimo opificio causerà sulla loro salute, e contro il quale hanno già protocollato al Comune diverse lettere e indetto una raccolta firme. «Non siamo contro l’ impianto tout court – ha spiegato la De Paolis – ma siamo fortemente contrari a quel tipo di struttura, calibrata non certo sulle necessità del territorio». Infatti, come si ricorderà, nel progetto esecutivo è ben indicato che l’ impianto industriale è capace di smaltire 16 salme al giorno, 6 mila all’ anno. Cifre ben lontane dalla richiesta del servizio in loco, se si pensa che nel 2015 a fronte di 576 decessi, solo 138 cittadini hanno scelto la cremazione. «Non vogliamo che l’ impianto diventi un punto di riferimento per l’ intero comprensorio – ha aggiunto – la nostra proposta è quello di ridimensionare la struttura così da soddisfare solo il fabbisogno della città». Secondo l’ esponente, cosa condivisa anche dagli abitanti, realizzare il forno significherebbe creare una nuova servitù, installare, in un territorio saturo, «l’ ennesimo mostro che minaccia la salute di tutti». «Studi e ricerche – ha continuato la De Paolis – hanno messo in evidenza come da questo tipo di impianti vengano sprigionate milioni di particelle di diossina, e hanno fatto registrare emissioni medie superiori agli impianti che sono considerati più impattanti, come le centrali elettriche. L’ amministrazione deve tornare sui suoi passi, ascoltare i bisogni della popolazione e rivedere l’ intero progetto». Per l’ esponente c’ è ancora tempo per poter raddrizzare il tiro, dal momento che si sta attendendo ancora l’ autorizzazione paesaggistica per dare il via alle opere. «In virtù di questo – ha concluso la De Paolis – il Comune può e deve rimetter mano all progetto». Giulia Amato © RIPRODUZIONE RISERVATA.
giulia amato

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