Un classico: stangata estiva sulla benzina
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SANDRO IACOMETTI Con l’ avvicinarsi delle vacanze sono arrivati anche quest’ anno, puntualissimi, i soliti rincari del carburante. Stando ai monitoraggi condotti da Quotidiano Energia e da Staffetta Quotidiana, negli ultimi giorni i prezzi hanno ingranato la marcia, con aumenti consistenti, fino a punte di 1,91 euro al litro sul territorio. I prezzi consigliati ai gestori si aggirano comunque tra 1,86 e 1,88 euro al litro per la benzina e tra 1,75 e 1,78 euro per il gasolio. In sostanza, per un pieno di un’ auto di media cilindrata ci vogliono non meno di 93 euro. A pesare, almeno nel corso di giugno, èstato senz’ altro l’ andamento del prezzo del petrolio, spinto al rialzo dalla crisi irachena. Il Brent nel Mediterraneo ha infatti guadagnato questo mese circa 5 dollari al barile, con un valore medio di 112 dollari e un picco massimo di 115 toccato il 19 giugno (valore che non si registrava dal settembre 2013). Tuttavia le quotazioni internazionali negli ultimi giorni non hanno oscillato più di tanto, con la benzina ferma a 588 euro per mille litri, e il diesel addirittura in calo a 588 euro per mille litri. Uno scenario già visto per le associazioni dei consumatori. «Da anni», ha denunciato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, «assistiamo a fortissimi ritocchi al rialzo dei listini di benzina e gasolio tra i mesi di luglio e agosto, aumenti che costano centinaia di milioni di euro agli automobilisti, i quali non possono rinunciare a fare rifornimento per raggiungere le località di villeggiatura». Secondo Rienzi il premier Matteo Renzi deve adottare subito «provvedimenti atti ad evitare il solito massacro sugli italiani in vacanza, attraverso misure che impediscano rincari speculativi alla pompa e aumenti dei listini in concomitanza con le partenze dei cittadini». Tutt’ altra, invece, la versione dell’ Unione petrolifera secondo cui, numeri alla mano, «a giugno i prezzi di benzina e gasolio in Italia sono cresciuti in misura molto più contenuta rispetto a quanto accaduto a livello internazionale». Sta di fatto, come rileva Figisc Confcommercio nell’ Osservatorio prezzi diffuso ieri, che l’ Italia con 1,753 euro al lito al 23 giugno si colloca in seconda posizione nella classifica dei prezzi più cari d’ Europa, preceduta dall’ Olanda (1,775 euro al litro), e seguita da Danimarca, Grecia, Finlandia, Svezia, Regno Unito, Germania, Belgio e Portogallo (1,594 euro al litro). A fare la differenza, secondo le compagnie, non è il calendario, ma le tasse. Secondo il monitoraggio effettuato da Figisc, il peso delle imposte sui carburanti in Italia rispetto alla media dei 28 Paesi Ue è di +24,5 cent/litro per la benzina e +24,0 per il gasolio. Un giochino che spreme i contribuenti ma non arricchisce lo Stato. Nel 2013 i consumi dei carburanti in Italia hanno infatti registrato un calo di un milione di tonnellate, -0,4 milioni per la benzina e -0,6 per il gasolio, con una riduzione di oltre un miliardo di euro le entrate derivanti da accise e Iva sui carburanti. Il futuro non sembra roseo. Come rileva Up, il peso delle tasse sui prezzi dei carburanti potrebbe ancora aumentare «sulla base dei provvedimenti di legge già approvati». twitter@sandroiacomettiNon solo accise Le associazioni dei consumatori lo denunciano da anni: in prossimità delle ferie il prezzo dei carburanti s’ impenna spremendo le tasche dei vacanzieri. E, puntuale, la verde si sta riavvicinando a quota 2 euro al litroUn classico: stangata estiva sulla benzina.
sandro iacometti
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