Un «cartello» per i farmaci: stangata a Roche e Novartis
ROMA I colossi del farmaco Novartis e Roche sono stati condannati ieri a pagare la più alza sanzione mai inflitta dall’ Antitrust, con una multa complessiva di 180 milioni di euro, per aver creato «un cartello che ha condizionato le vendite dei principali prodotti destinati alla cura della vista, Avastin e Lucentis». Avastin, nato come antitumorale ma con lo stesso principio attivo dell’ altro, costa dai 30 agli 80 euro. Mentre Lucentis viene venduto a 900 euro a dose. Le due aziende dal 2011 si sarebbero accordate per mantenere separati i due farmaci (presentando anche Aventis come più pericoloso), e dividersi gli utili faraonici di Lucentis. Un’ intesa che ha comportato per il Sistema Sanitario Nazionale un costo aggiuntivo stimato in oltre 45 milioni di euro nel solo 2012, con possibili maggiori costi futuri fino a oltre 600 milioni di euro l’ anno. Sia la Procura di Torino sia quella di Roma hanno aperto un’ inchiesta sul caso, per ora senza indagati. Le due aziende respingono le accuse e annunciano ricorso al Tar. In borsa la sentenza pesa solo per Roche, che a Zurigo ha ceduto il 122% a 263 franchi svizzeri, mentre Novartis ha guadagnato lo 0,61% a 73,95 franchi. Parzialmente soddisfatta la Società di oftalmologia italiana (Soi), che aveva sollevato la questione. «Siamo soddisfatti che questa decisione riconosca il ruolo dei medici», commenta il presidente Matteo Piovella: «Dal punto di vista pratico però questa multa non aiuta i pazienti, circa 100mila nell’ ultimo anno, che continuano a non avere accesso alle cure. Per questo serve che l’ Aifa faccia retromarcia sulle sue delibere». Il riferimento è ai criteri per l’ utilizzo «off-label» dei farmaci, cioè per patologie diverse da quelle per le quali il farmaco ha ottenuto l’ autorizzazione. L’ Aifa ha definito la sentenza «storica per tutta l’ Europa e non solo», perché costringe a occuparsi del problema dell’«off-label». Applaude l’ Ufficio europeo dei consumatori, mentre il Codacons invita il ministero della Salute e le regioni a chiedere i danni alle due industrie. Due primari di Milano, Francesco Bandello, del San Raffaele e Giovanni Staurenghi del Sacco, difendono le aziende: Avastin, dicono, presenta davvero un rischio di effetti collaterali del 30% in più.
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