16 Giugno 2004

Un cartello dei “piccoli“: siamo l`ago della bilancia

Un cartello dei “piccoli“: siamo l`ago della bilancia
Prende quota l`idea di un listone dei partiti minori. Sirtori: «Puntiamo a un 5%, poi vedremo chi tra Colli e Penati avrà da offrire di più»


Non c`è solo la Lega. Certo, quell`8,6 per cento di voti leghisti è un bel bocconcino. Ma anche le cosiddette liste minori (complice l`arretramento del centrodestra e il risultato del Carroccio, comunque inferiore alle aspettative) hanno totalizzato uno score di tutto rispetto. I loro 11 candidati hanno messo insieme la bellezza di 10 punti percentuali. Che in quello che si annuncia come un testa a testa tra Penati e Colli al secondo turno, avranno sicuramente il loro peso. Lo sanno bene anche i due big e i partiti che li sostengono. Forza Italia non ha dubbi: «Quel che resta, al di là della Lega, dovrebbe essere quasi tutto nostro» spiega il coordinatore regionale azzurro Paolo Romani. Penati, da parte sua, dice che eviterà apparentamenti, ma non nega di contare «su quell`elettorato che dopo il primo turno ha perso il suo candidato di riferimento. L`importante – spiega – è convincere queste persone a tornare al voto tra dieci giorni». Noi abbiamo sentito alcuni di quei candidati, per sen- tire da loro se e quali indicazioni daranno, in vista del ballottaggio, a chi li ha votati al primo turno. A guidare la pattuglia è la consigliera regionale Elisabetta Fatuzzo, candidata per la lista Pensionati, che ha ottenuto un ottimo 2%. «Fosse per me – dice – non darei alcuna indicazione di voto. Quanto al nostro elettorato, al secondo turno di solito si divide equamente tra destra e sinistra». Roberto Bernardelli, candidato espresso dalle liste No euro, Fronte cristiano e Lega padana Lombardia, non ha dubbi: «Su Milano, dove ci siamo fermati all`1,7% inviteremo i nostri elettori ad andare al mare. Altrove, come ad esempio a Brescia o Cremona, dove siamo fra il 3 e il 4 per cento, cercheremo invece di far fruttare il buon risultato del primo turno. Nei prossimi giorni valuteremo cosa fare». Per Marco Donzelli, candidato della lista Codacons consumatori (1,1% al primo turno) «gli elettori possono fare quello che vogliono, perchè tanto nè la sinistra nè la destra fanno l`interesse della gente». Piergiorgio Sirtori, ex senatore dei Verdi ed ex assessore al Comune di Milano, rilancia l`idea di un cartello di liste che possa presentarsi ai due big in corsa per il ballottaggio con un bel gruzzolo di voti. «L`idea – spiega – è emersa già prima del voto, quando ci siamo resi conto della scarsa esposizione mediatica di cui soffrivamo. L`obiettivo è arrivare almeno al 5%: per questo sono in contatto con Elisabetta Fatuzzo dei Pensionati. E del gruppo potrebbero fare parte anche Vieri Tringali dell`Alleanza lombarda autonoma, che ha preso l`1,2%, Marcello Costa Angeli di Insieme per Milano, i Consumatori di Marco Donzelli e, chissà, anche Bernardelli di No Euro. Solo unendoci potremo essere determinanti. Trovato l`accordo, bisognerà vedere se i due interessati ci cercheranno. E allora vedremo chi avrà più da offrire in termini po- litici e di programma. Per ora siamo aperti a entrambi i fronti» . Chi invece la scelta l`ha già fatta è Sergio Gozzoli di Alternativa sociale con Alessandra Mussolini: «Per quanto ci riguarda noi non potremo votare una coalizione che ha al suo interno il fedifrago Fini. Piuttosto -azzarda – spero che vinca la sinistra». Liberi al voto, invece, i sostenitori del Nuovo Psi. Bobo Craxi lo aveva detto già lunedì: «Penso che la cosa migliore sia di lasciare liberi gli elettori in quell`atteggiamento di autonomia che abbiamo tenuto in tutta la campagna elettorale. Da parte mia, comunque, non escludo un confronto con la sinistra milanese». Una scelta «si impone», invece, per i sostenitori di Gabriele Pagliuzzi, che ha raccolto lo 0,7% per il Patto Segni e Destra liberale: «Non si può sfuggire al bipolarismo, anche perchè ormai la gente lo ha assorbito» dice Pagliuzzi. «Vedremo se dare un`indicazione precisa per il voto, ma la scelta ideale, per noi, è quella di centrodestra». Le idee chiare sembrano averle in pochi. O, forse, è tutta pre-tattica. Una cosa è certa. Per Colli e Penati, intercettare il voto di chi al primo turno ha votato le liste minori sarà un bel rompicapo.

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