27 Aprile 2007

Un carico di ecstasy per le disco dei liceali

Sorpresi nel loro appartamento mentre ancora dormivano, hanno gettato l`ecstasy dalla finestra. Cinque sacchetti pieni zeppi. Sono precipitati dal terzo piano, ma il palazzo era già circondato. E le Fiamme Gialle hanno recuperato venticinquemila pastiglie di stupefacenti. Il più grande quantitativo mai sequestrato dalla Guardia di Finanza in tutta la Lombardia. “E di certo uno fra i maggiori sequestri mai avvenuti a livello nazionale“, spiegano dal Nucleo di Polizia Tributaria del Comando provinciale di Milano. Tre giovanissimi campani, tra i venti e i trent`anni, abitavano in un appartamento in zona Lorenteggio. Si rifornivano in Olanda, comprando dai grossisti l`ecstasy a un euro a pastiglia. Lo rivendevano a quindici nei locali milanesi. Il fiuto per gli affari era prerogativa di uno dei tre, il capo. Frequentatore assiduo delle discoteche milanesi, di giorno titolare di una piccola attività commerciale. Gli altri due non studiavano, erano suoi soci, in tutto. Non è ancora sicuro se i tre, oltre a smerciare la droga a grossisti minori, si occupassero anche di venderla nei locali notturni. Ora le indagini seguono la pista di quel logo marchiato su ogni pastiglia. Un uccello stilizzato. Che porterà alla stamperia clandestina da cui provengono, che ancora non è stata individuata. La quantità sequestrata fa presumere che la droga fosse destinata a locali ben oltre il circuito lombardo, sparsi per tutto il Nord Italia. O più semplicemente, la data d`importazione è stata decisa in concomitanza coi vicini giorni di festa, il ponte del 25 aprile e quello del primo maggio. Quando le serate in cui fare affari si moltiplicano. Era da un anno che i finanzieri milanesi e le unità antidroga del Gico lavoravano a quest`inchiesta, seguendo da diverso tempo una traccia precisa in alcune discoteche della città. Fino all`alba di una mattina della scorsa settimana, quando i militari hanno fatto irruzione nell`appartamento della periferia milanese. Ora i tre ragazzi sono nel carcere di San Vittore, a disposizione del pm milanese Mario Venditti. Le pene comminate per traffico di stupefacenti arrivano, in genere, fino a quindici anni di reclusione. “È l`ulteriore conferma che il problema è diverso da come siamo soliti pensarlo“, commenta Riccardo Gatti, responsabile del Dipartimento Dipendenze patologiche della Asl di Milano, “si pensa alla droga solo come rete di criminalità organizzata e come devianza o emarginazione, mentre è stato fatto un salto in questo mercato“. Che, sempre più, si è andato indirizzando “indistintamente a tutti, anche come fascia d`età, e pure nelle organizzazioni più piccole ha assunto dimensioni e quantità spaventose, diventando penetrate e potente“. Segno che “è andata cadendo qualsiasi inibizione verso i comportamenti illeciti e qualsiasi resistenza all`uso degli stupefacenti“, conclude Gatti. Mentre il Codacons chiede “controlli a tappeto sia dentro le discoteche che fuori“, con presidi delle forze dell`ordine davanti ai locali. Insieme a “una nuova campagna informativa del Ministero della Salute diretta ai giovani, in cui si spieghino in modo esauriente rischi e pericoli legati alla droga, in particolare a cocaina ed ecstasy“.

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