12 Dicembre 2014

Un buco da 11 milioni.

Un buco da 11 milioni.

di NICOLA BIANCHI CODACONS parte civile e Mediolanum responsabile civile. Eccoli i primi passi del processo che vede alla sbarra Raffaele Mazzoni, l’ ex broker di Jolanda che ha lasciato un buco di 11,2 milioni di euro (secondo i conti della Finanza) e 150 famiglie con un pugno di mosche. La decisione, che di fatto ieri ha dato il via ai lavori, è arrivata dopo oltre 2 ore e mezza di camera di consiglio del giudice Debora Landolfi la quale ha rigettato l’ eccezione presentata da Mediolanum di estromettere l’ associazione dei consumatori. «Codacons così il decreto è legittimato ad agire nel giudizio penale e allo stesso modo a costituirsi parte civile a tutela degli associati». Poi l’ aggiunta, visti i numeri monstre della vicenda che porterà in aula circa 300 testimoni: «Questo processo ha scandito il giudice si celebrerà il venerdì e ogni volta si andrà avanti a oltranza, anche fino alle 20». Quasi un’ udienza a settimana: 30 gennaio, 20 febbraio, 6, 13 e 20 marzo, 17 e 27 aprile, 8, 15 e 29 maggio, 12 e 26 giugno e 3 e 10 luglio. EX BROKER. E Mazzoni? In aula di lui nemmeno l’ ombra e chi si aspetta di vederlo in futuro, può già mettersi il cuore in pace come spiega il suo avvocato, Irene Costantino: «Mai si presenterà in quest’ aula per l’ incolumità sua e della sua famiglia». Da quando, nell’ inverno di due anni fa si è dato alla macchia, nessuno l’ ha più visto. Finanza a parte, dove si è sempre presentato per collaborare. «C’ è tanta gente che c’ ha rimesso tutto aggiunge il legale ma, allo stesso tempo, tanti ci hanno guadagnato. Mazzoni, ribadisco ancora una volta, non ha nascosto nessun tesoretto, non ha più nulla. Chiedetelo agli inquirenti». COME UN FIGLIO. L’ ex uomo di fiducia di Mediolanum raccoglieva soldi da amici, parenti o semplici conoscenti garantendo tassi di interesse fuori mercato. Ci fu chi gli affidò 10-20 mila euro, ma anche chi, negli anni, ben 892mila. «Per noi era come un figlio racconta una donna di Jolanda, come circa l’ 80% delle sue vittime , veniva a pranzo anche per le feste di Natale. Noi gli davamo i soldi e lui falsi certificati Medplus o Bimer. Ci ha rubato tutto». Così invece Antonio: «Quando veniva a trovarci, addirittura lo baciavamo. Era uno di famiglia, se sua madre avesse saputo quello che poi è emerso, sarebbe morta di infarto. Un ladro che ruba una gallina finisce in carcere, lui invece che ha truffato 300 persone è ancora libero. Questa è una vergogna. E noi oggi siamo costretti ad andare a fare la spesa lasciando debiti perché non abbiamo più soldi». LE ACCUSE Mazzoni deve rispondere di truffa, falso ed esercizio abusivo della raccolta del credito. Gli avvocati Bui e Barbieri hanno ottenuto dal tribunale un sequestro conservativo di beni mobili e immobili, mentre la procura aveva già dato vita ad un sequestro preventivo di tutte le somme di denaro. Nella prossima udienza la difesa giocherà la carta dell’ incompatibilità territoriale, chiedendo lo spostamento del processo a Milano, dove vi erano tutti i conti correnti di Mediolanum. «Confidiamo chiude l’ avvocato Gisella Rossi, parte civile che il giudice prenda la stessa decisione del gup, lasciando tutto a Ferrara. Poi inizieremo la battaglia».

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