29 Giugno 2012

«Un brutto segnale Vuol dire che i soldi sono davvero finiti»

«Un brutto segnale Vuol dire che i soldi sono davvero finiti»

«Se i supermercati arrivano a offrire prestiti e pagamenti rateali alle famiglie per fare la spesa non è un bel segnale, significa che i soldi dei cittadini sono proprio finiti, e sarebbe meglio fare attenzione a non indebitarsi ulteriormente». Questo il commento del referente locale del Codacons, Mauro Antonelli , che davanti ai servizi bancari offerti dalle grandi catene ipermercati propone un’ analisi innanzi tutto sociologica. «La spesa alimentare ha iniziato a ridursi, in termini qualitativi, all’ inizio del nuovo millennio e il processo ha avuto una brusca accelerazione nel 2007 con i primi forti venti di crisi, ma ora che di soldi non ce n’ è proprio più le famiglie non solo rinunciano alla qualità, comprano proprio di meno», spiega. E le sue teorie sono supportate dagli ultimi dati Istat sulla spesa alimentare che rivelano una perdita complessiva di tutti i negozi alimentari, dalla bottega di paese al grande centro commerciale, pari al 6,1%. «Un dato stimato per difetto – precisa Antonelli – perché bisognerebbe sommarlo al tasso di inflazione ormai al 2,4%». Se, con i primi venti di crisi, le famiglie si sono spostate dai negozi al supermercato, poi all’ ipermercato e infine nei discount, ora la crisi investe pure loro con un calo delle vendite del 3%, ponderato tra valore economico e quantità. Perdono anche super e ipermercati, rispettivamente con -5,3% e -4,2, mentre gli affari per le botteghe precipitano con un -8,7% netto. «Le famiglie sono talmente in crisi che non solo comprano carne meno pregiata, ne mangiano proprio meno – spiega Antonelli – le vendite ormai iniziano a calare dalla terza settimana del mese anche per beni di prima necessità e poco costosi come il latte». In questa situazione i supermercati cercano di andare incontro alle esigenze dei clienti e tornano a comportarsi come i negozianti di una volta, che segnavano sul libretto e consentivano ai clienti di pagare il conto in un secondo momento. Ma le dimensioni sono differenti, e visto che le banche prestano sempre meno soldi, si buttano in un mercato che apre nuovi spazi. «Certo, la concorrenza di per sé è un bene – aggiunge il responsabile del Codacons – ma per beneficiarne bisogna leggere con attenzione tutti i documenti e di confrontare diverse offerte prima di accettare le condizioni di un mutuo o di un finanziamento, anche se si tratta di rateizzare la spesa, perché significa comunque pagarla di più». L. Rom. © riproduzione riservata.

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