25 Aprile 2013

«Un boato poi le macerie» Due persone al pronto soccorso

«Un boato poi le macerie» Due persone al pronto soccorso

di FRANCESCO VECCHI È VENUTA giù in pochi secondi, giusto il tempo di ?parcheggiare’ la gru che da lì a poco avrebbe dovuto demolirla. Alle 17 di ieri la palazzina del Policlinico che ospitava Diagnosi e cura dell’ Ausl (vuota dal 2010) è collassata su se stessa. Un boato che ha ricordato a medici e operai il sinistro rumore del terremoto, ma che non ha provocato feriti: due addetti della Manutencoop sono andati al vicino pronto soccorso per farsi visitare. Questione più che altro di shock dovuto al crollo e ai calcinacci piovuti addosso. Subito la direzione dell’ ospedale ha proceduto al trasferimento di pazienti e all’ evacuazione delle strutture più vicine. Si tratta di 41 pazienti in tutto, 27 del reparto di Medicina e 14 di Gastroenterologia. La palazzina (piano terra e due superiori) era transennata da mesi per lavori di ristrutturazione e da giorni un cantiere a cielo aperto per un intervento di recupero. Cantiere che rientra nei lavori di ristrutturazione e consolidamento del Policlinico. Ieri mattina gli operai hanno tolto pezzi di intonaco e muro per verificare la tenuta dei pilastri portanti, che una volta scoperti hanno svelato uno stato di conservazione ben peggiore rispetto alle previsioni: si è deciso quindi di demolire per il rischio di un crollo, puntualmente arrivato prima che la gru con il braccio meccanico entrasse in funzione. Accortezza che ha evitato conseguenze ben peggiori dunque. L’ interrogativo ora è tutto nello stato dei pilastri portanti: colpa delle scosse di terremoto o dei materiali utilizzati per costruire lo stabile? I vigili del fuoco hanno isolato l’ intera area che a seguito dei primissimi accertamenti è stata posta sotto sequestro come deciso dal magistrato. Dalla tenuta strutturale degli edifici vicini dipenderanno le eventuali inagibilità, magari decise già da oggi. «Abbiamo subito allontanato tutti da laboratori e uffici ? spiega il direttore sanitario Anselmo Campagna ?, confermo che quando si è proceduto a ?scoprire’ i pilastri portanti è stato comunicato alla direzione che bisognava demolire. Se è colpa dei materiali utilizzati? È presto per dirlo, la palazzina era del Policlinico, il progetto di ristrutturazione, invece, dell’ Ausl. L’ evacuazione non ha causato alcun problema. Ora aspettiamo tutti gli accertamenti del caso». Sul posto un’ ora dopo il crollo è arrivato anche il rettore Aldo Tomasi: «Per fortuna è andato tutto bene, non ci sono feriti». Dal collasso dell’ ex Diagnosi e cura si è alzato non solo l’ inevitabile polverone di cemento e detriti, ma anche quello delle polemiche. Dopo il terremoto di maggio, difatti, il tema della sicurezza dell’ ospedale è stato al centro di lunghi e accesi confronti. Il Codacons, per voce del segretario provinciale Fabio Galli, auspica che «non ci siano in futuro altre sorprese del genere, in una struttura che ci è stata raccontata come sicura». Michele Barcaiuolo, consigliere comunale di Fratelli d’ Italia annuncia invece che il crollo sarà portato in Parlamento, attraverso un’ interrogazione. Ma su tutti è Daniele Giovanardi, ex vice responsabile del dipartimento di emergenza e urgenza del Policlinico, ad usare le parole più forti: «Io stesso ? dice ? ho presentato un dossier dettagliato e fatto da tecnici sul problema sicurezza al Policlinico. Il direttore Petropulacos ha ripetuto che garantiva lei sulla sicurezza delle strutture, che se ne prendeva le responsabilità. Bene, ora si deve dimettere. Il reparto di Diagnosi e cura non è stato spostato a Baggiovara per motivi di agibilità. Poteva essere ancora pieno di gente. E sulla tenuta del resto del Policlinico ora chi ci dà garanzie e con che faccia lo fa?».
 

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