8 Settembre 2006

“Un boato come a Capodanno, poi l`incubo“

Una notte da incubo per i condomini di via Capone. Il boato, i vetri infranti, poi le sirene dei Vigili del Fuoco, la polizia, i carabinieri, gli artificieri. Tutti affacciati ai balconi che danno sulla traversa dove c`è il garage dei “Principati“. “Ho sentito un boato, credevo si fosse schiantata un`auto, tanto forte è stato il rumore. Stavo dormendo, mi sono svegliata di soprassalto, poi dopo essermi sincerata che non fosse successo nulla mi sono rimessa a dormire“, dice Maria Rosaria Della Corte, avvocato del Codacons. Quello che ha avuto più paura di tutti è stato Vincenzo Manzo, il portiere di notte del garage “Principati“, stava riposando a letto al momento dell`esplosione, letto appoggiato proprio al muro al cui esterno è avvenuto l`esplosione. Ha aperto la sracincesca del garage, è uscito fuori e si è reso conto di quanto fosse successo. La polizia l`ha tenuto a lungo sotto torchio cercando di avere qualche testimonianza sulla quale poter lavorare. I vetri sono ancora lì sull`asfalto. Si sono rotti finanche quelli delle finestre del palazzo di fronte. “Appena sono arrivata in casa per prestare servizio in mattinata mi hanno detto che non avrei dovuto aprire la finestra perchè si era rotta in nottata“, dice una donna affacciata al primo piano dello stabile di fronte al garage che era lì ieri mattina per pulire l`appartamento. “Ho sentito un botto fortissimo, io a Capodanno sono tra quelli che spara qualcosa per augurio: ho capito che si trattava di una “cipolla“ molto forte, sono sceso in strada perchè avevo proprio lì davanti l`auto parcheggiata dove si è verificata l`esplosione. Ma polizia e carabinieri non me l`hanno fatta spostare“, dice Mattia Sparano che era a casa con la mamma, la signora Vilma che ha aggiunto. “Stavo dormendo, il botto mi ha fatto svegliare di colpo, mi sono affacciata e ho visto un frenetico via vai di gente. È stata una notte agitata“. Un`altra testimonianza è quella di Ester Quaranta che abita poco più avanti. “Ero con la finestra aperta in cucina e ho visto come un lampo, neanche il tempo di affacciarmi che ho sentito un`esplosione fortissima. Sì, mi sono spaventata molto, solo dopo un po` mi sono messa a riposare“. “Abito al piano di sopra del giudice Palumbo- dice la signora Maria Grazia Tesauro- mio figlio Giovanni era sceso poco prima dell`una da casa, poi quando ha fatto rientro per riprendere il casco ha trovato vigili del fuoco e forze dell`ordine. Sarà successo poco dopo l`una, io ricordo solo il gran botto ma non ho visto l`orologio“. “Sembrava una botta di capodanno, abito al sesto piano, ma la botta si è sentita fortissima. Stavo dormendo dall`altra parte della casa con mio marito, mia figlia Viviana invece ha sentito tutto e si è affacciata per capire quello che fosse successo. Per fortuna abbiamo verificato che non c`erano feriti e che la situazione era sotto controllo. E così ci siamo rimessi a dormire“, dice la signora Claudia Amitrano. “Abito al primo piano e affaccio proprio sul garage dove è stata messa la bomba. Poco prima che avvenisse l`esplosione aveva parlato dall`altro lato della casa con il garagista Vincenzo impegnato nel turno di notte, ero in balcone a stendere i panni, abbiamo scherzato un po` e poi sono rientrata in casa e mi sono messa a dormire. Ma non mi sono accorta di nulla, mio figlio Salvatore invece era sveglio e ha sentito tutto, si è affacciato per capire cosa stesse accadendo. Poi mi ha raccontato di aver sentito il rumore di un motorino e subito dopo un boato fortissimo“, racconta la signora Rosa Manzi. Nello stesso palazzo abitano, oltre al giudice Palumbo, anche Pasquale Andria presidente del Tribunale dei minori di Potenza e il giornalista Piero Delle Cave, ma quest`ultimo non era in casa.

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