30 Dicembre 2009

Un bluff l’ addio al massimo scoperto

 
Catricalà invia una segnalazione al Parlamento e al governo Ma l’ Abi si dice perplessa sui criteri seguiti dal garante per il monitoraggio. I consumatori chiedono multe miliardarie Le banche non solo hanno dribblato la cancellazione delle commissioni di massimo scoperto, ma ne hanno addirittura approfittato per introdurre nuovi balzelli ancora più salati. L’ accusa arriva dall’ Antitrust che ieri ha trasmesso una segnalazione a governo e parlamento. I punti sono sostanzialmente due: le commissioni di massimo scoperto e quelle sugli sconfinamenti rispetto al fido. Il decreto anticrisi del gennaio scorso aveva vietato alle banche di applicare il primo balzello se il saldo era a sfavore del cliente per meno di un mese. Le banche, però, avevano deciso di andare oltre e cancellare del tutto la commissione di massimo scoperto sostituendola con una commissione di affidamento, ossia facendo pagare i clienti per il solo fatto di avere un fido anche se non utilizzato. Fino a metà di quest’ anno le aliquote applicate su questo nuovo balzello, spiega l’ Antitrust, variavano dallo 0,90 all’ 1,50% a trimestre. Poi il governo è intervenuto di nuovo, imponendo un limite dello 0,50% trimestrale. Nonostante questa modifica, tuttavia, secondo il garante la vecchia commissione di massimo scoperto sarebbe risultata comunque più conveniente per molti clienti, soprattutto per quelli virtuosi. Ma la vera batosta, secondo Antonio Catricalà, arriva dal balzello che ha sostituito la commissione sugli sconfinamenti. Le banche hanno introdotto forme di addebito forfettario finalizzate a compensare l’ attività istruttoria necessaria ad autorizzare questi scoperti transitori. Ebbene, accusa l’ Antitrust, queste nuove condizioni sono peggiorative rispetto alle vecchie, in una misura che varia da circa il doppio sino a quindici volte. Da qui l’ invito al governo a intervenire. Ma l’ Abi non ci sta. In una nota diffusa ieri, l’ Associazione presieduta da Corrado Faissola ha parlato di «perplessità» sulle modalità con cui è stato condotto il monitoraggio. Secondo l’ Abi le prime analisi, rese pubbliche nel corso della Giornata del risparmio, hanno evidenziato che negli ultimi mesi le voci di costo sono in media meno onerose per la clientela rispetto al quadro precedente. Per altro verso, ha aggiunto l’ associazione, è quanto meno complesso riuscire a definire gli effetti generali su tutti i consumatori. Giudizi che non riflettano un arco temporale significativo, spiegano da Palazzo Altieri, possono indurre reazioni difficilmente valutabili a carico di un settore pienamente impegnato nel sostenere le famiglie, le imprese, l’ economia del Paese. L’ Abi ha anche chiesto un confronto all’ Antitrust sulla questione. Chi invece chiede sanzioni esemplari, addirittura miliardarie, sono le associazioni dei consumatori. Ieri sono intervenute Codacons e Aduc. La prima ha chiesto di comminare alle banche una multa di 1 miliardo. La seconda ha chiamato in causa Bankitalia.
 
 
 

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