«Un anno dopo, inchieste finite nel nulla»
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fonte:
- Corriere della Sera
Ventotto febbraio 2004: anche allora la neve, migliaia di automobilisti bloccati per dieci ore sull?Autosole tra Firenze- Bologna e Bologna-Parma. Anche allora l?Italia spaccata in due e travolta da uno scaricabarile tra gli stessi protagonisti dell?emergenza di oggi: ministeri dei Trasporti e dell?Interno, Protezione Civile, Autostrade per l?Italia, Anas e Isoradio. «Ma quella paralisi è come se non ci fosse mai stata», concordano parlamentari e associazioni dei consumatori: «Le inchieste degli enti interessati sono finite in una bolla di sapone, nessuna testa è caduta. E anche le indicazioni delle commissioni parlamentari sono rimaste lettera morta, con la denuncia di una mancanza di coordinamento in testa». A dire il vero la denuncia è stata recepita e la soluzione è stata messa nero su bianco in quel decreto anti-neve (nato proprio dopo la paralisi del febbraio 2004, sottolineano dal ministero) che ancora non c?è. «Le indicazioni però c?erano, e precise, in un dossier che abbiamo consegnato al governo. E? mancata la volontà politica di applicarle», afferma Mauro Fabris (Udeur), vicepresidente commissione Trasporti del Senato. E il responsabile della stessa Commissione alla Camera, Paolo Romani (FI), ribadisce: «Il decreto doveva proprio mettere mano alla mancanza di coordinamento». C?è poi il problema dei mezzi: «Qualcuno si è mosso, la maggior parte no», continua Fabris. «Autostrade per l?Italia ha messo a punto un piano neve (1.900 mezzi, il 10% in più ndr ) in accordo con Intesa Consumatori», ricorda Carlo Rienzi, presidente Codacons. Quindi il capitolo catene: «Il decreto per renderle obbligatorie è stato buttato via perché improponibile», afferma Enrico De Vita, del Movimento dei Consumatori. «Oggi come allora mancano le regole – aggiunge Pierre Orsoni, di Telefono Blu -. E basta un Tir di traverso per bloccare tutto».
Alessandra Mangiarotti
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