19 Dicembre 2010

Un altro morto per il freddo

I meno sei gradi sotto zero dell’ altra sera hanno fatto un’ altra vittima tra i senzatetto. E’ uno straniero dello Sri Lanka di 47 anni. E’ morto accanto al Carrefour di via Farini. Lo scorso martedì aveva perso la vita una ex badante ucraina, anche lei quarantasettenne. Due vittime del gelo che hanno alimentato la polemica: c’ è chi punta l’ indice contro il Comune che «non riesce ad avere un piano serio per l’ emergenza freddo». Ma l’ amministrazione si difende: «Abbiamo allestito altri 50 posti». Ieri notte il gelo ha colpito ancora. Quando il termometro è sceso a meno sei, il cuore di un uomo di 47 anni dello Sri Lanka, ha cessato di battere. Due morti in cinque giorni. Lo scorso martedì aveva perso la vita una ex badante ucraina. Anche lei aveva 47 anni. E, prima di loro, erano morti in parchi cittadini due italiani che i vigili urbani, però, avevano classificato «non clochard e decessi per cause accidentali». Gli accertamenti Il cadavere del clochard viene trasportato in obitorio. Sul caso indaga la polizia Ieri, l’ ultima vittima del gelo, il clochard dello Sri Lanka, è stata trovata avvolta in una coperta, accanto all’ ingresso del supermercato di via Farini. L’ uomo è stato identificato solo grazie a un tesserino dell’ Opera San Francesco, che aveva in tasca. Vite spezzate nella strada che hanno alimentato la polemica e fatto correre ai ripari il Comune che ha deciso di predisporre trenta posti letto in una parrocchia di via Piero della Francesca. «Mentre altri venti posti – sottolinea Mariolina Moioli, assessore comunale alle politiche sociali – sono stati allestiti nel dormitorio di viale Ortles». Ieri si è poi aggiunta una tenda del Cisom, Corpo soccorritori dell’ Ordine di Malta, alle due riscaldate che già da martedì sono in funzione vicino alla stazione Centrale. Misure «anti freddo» che però sono state giudicate del tutto insufficienti da Marco Maria Donzelli, presidente del Codacons, che ribadisce la «necessità di aprire di notte imezzanini e i sottopassaggi delle stazioni ferroviarie sotterranee e della metropolitana, come si faceva in passato». «Le tende dello scorso anno- dice Donzelli – sono fallite per la semplice ragione che erano sottoposte a vigilanza e controlli. Inutile poi potenziare i posti letto nei dormitori. Si deve capire che molti di questi senzatetto non andranno mai nei dormitori ufficiali o perché rifiutano aiuto o perché sono irregolari e temono controlli». Per Andrea Fanzago, consigliere comunale del Pd, «sarebbe sufficiente prendere una delle tante scuole vuote e darla alla protezione civile da allestire». Ma c’ è anche chi va giù duro, come Alberto Giannino, presidente dell’ associazione culturale docenti cattolici, che chiede le dimissioni dell’ assessore Mariolina Moioli, e ricorda «che lo scorso inverno morirono per il freddo ben nove clochard». Invece i City Angels, l’ associazione milanese che da anni aiuta i clochard, lanciano un allarme: «Bisogna introdurre il ricovero coatto in centri d’ accoglienza per i clochard incapaci di intendere e di volere. Se qualcuno chiede di restare sulla strada con queste condizioni atmosferiche dev’ essere libero di farlo, ma se la persona non è in grado di ragionare a causa del consumo di alcool o droga, o è malata di mente, deve essere possibile ricoverare questa persona in modo forzato, con un trattamento sanitario obbligatorio». E ai numerosi stranieri irregolari che vivono per strada, Mario Furlan, responsabile dei City Angels, dice di stare tranquilli. «I senzatetto clandestini – dice – possono accedere senza timore ai ricoveri. Molti temono di essere identificati ed espulsi. Cosa che a Milano per fortuna non avviene, tantomeno in questi giorni di emergenza freddo, ma parecchi di loro non ne sono a conoscenza».
 

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