Un altro giorno sopra la riga. E non solo a Milano
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fonte:
- Corriere della Sera
MILANO – Un altro giorno sopra la riga. E non solo a Milano. Le polveri sottili non danno tregua. Senza che ancora si siano accese caldaie e riscaldamento, fanno notare i Verdi. Varese, Busto Arsizio, Gallarate, alcune zone nel Bresciano e nel Comasco, Milano, a Lodi addirittura dopo nove giorni sopra il livello (pm10 a 139) il sindaco ha confermato il blocco della circolazione in città per domani (dalle 13 alle 20) e lunedì (dalle 9 alle 18). Un bel record. Che però non è piaciuto affatto al Codacons: «Il 6 ottobre – attacca il presidente Marco Donzelli – ci eravamo appellati ad Albertini e a Formigoni perché intervenissero immediatamente per tutelare la salute dei loro concittadini, bloccando la circolazione delle auto con il provvedimento delle targhe alterne. L?appello, come sempre, è rimasto inascoltato. A questo punto speriamo in un intervento della Procura». Una speranza concreta visto che il Codacons ha presentato un esposto contro il sindaco e il presidente del Pirellone. Anche i Verdi partono all?attacco. «A Milano sei giorni di alti livelli di smog e dalla Regione nessun segnale – dice Carlo Monguzzi -. Le previsioni parlano di condizioni meteo stazionarie fino a domenica, ideali purtroppo per il mantenimento della concentrazione dei veleni. Anche Albertini tace».
In realtà la Regione parla e ribadisce che per quanto riguarda l?esposto alla Procura, con questi dati, il Pirellone non è obbligato a intervenire: «Le previsioni meteorologiche – spiega l?assessore all?Ambiente Franco Nicoli Cristiani – parlano già di un miglioramento per oggi e domani. Sulla base di questi dati, lunedì decideremo». Ma in realtà su questioni di ionosfera e cronosfera le interpretazioni sono spesso in conflitto. Se da una parte l?Arpa conferma le previsioni dell?assessore regionale («da domenica il tempo cambierà sulla Pianura padana e l?aria diventerà più pulita») il centro Epson Meteo è pessimista: fino a mercoledì niente pioggia e niente vento. Quindi, polveri stabili, anzi in aumento.
E riparte la polemica. «Dalla Regione l?unico segnale è lo svuotamento dei provvedimenti sull?aria – continua Monguzzi – da due anni registriamo infatti l?eliminazione dei blocchi di fronte ad alti livelli di smog. E anche lo stop di poche ore al giorno per le auto non catalizzate sa di beffa, non di meno del blocco di sole due domeniche sulle 16 del periodo invernale a maggior rischio inquinamento». A rendere più asfissiante il pressing sono i dati forniti dallo studio Apheis. Dati «estrapolati» ma pur sempre significativi. Basterebbe ridurre di cinque microgrammi per metro cubo l?anno le polveri sottili prodotte da auto e caldaie per evitare almeno 400 morti.
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