2 Agosto 2011

“Un altro colpo ad un settore in ginocchio”

BRESCIA«Questi ulteriori cinque giorni di stop che ci ha imposto il Ministero, obbligato dalla sentenza del Tar del Lazio a fronte del ricorso del Codacons, sono un colpo fortissimo ad un settore che è già in ginocchio e che avrebbe, invece, bisogno di maggiori tutele da parte di tutto il sistema». E’ una critica accorata quella che Giuseppe Carulli, presidente delle aziende di autotrasporto che si riconoscono nell’ Associazione Artigiani, muove all’ imposizione di cinque nuove giornate di fermo alla circolazione dei mezzi pesanti, divenute, poi nella realtà, quattro a seguito della mancata pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale nei termini di legge. «Chi lavora non può trovarsi ogni giorno a fare i conti con una situazione normativa di incertezza totale». Il caso del 22 luglio in questo è stato emblematico: «La pubblicazione in Gazzetta non c’ è stata, quindi il blocco è saltato e i nuovi giorni di stop saranno 4 e non 5, ma fino all’ ultimo abbiamo vissuto nell’ incertezza». Una situazione che secondo Carulli è paradossale: «Non può essere il sistema Paese il primo a mettere in difficoltà le imprese di trasporto. Norme che cambiano all’ improvviso, imposizioni che ti possono piovere addosso da un momento all’ altro ci danneggiano enormemente e ci tolgono fiducia soprattutto – conclude Carulli – se arrivano da chi dovrebbe metterci nelle condizioni di uscire dalla pesante congiuntura».
 

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