11 Settembre 2015

UN ALTRO CASO ETERNIT: LA PRESCRIZIONE CANCELLA PROCESSO SULLA FABBRICA DEI VELENI DI CROTONE

UN ALTRO CASO ETERNIT: LA PRESCRIZIONE CANCELLA PROCESSO SULLA FABBRICA DEI VELENI DI CROTONE

CODACONS: È UNO SCANDALO, IL TASSO DI TUMORI IN CITTÀ È ALTISSIMO. IL GOVERNO INTERVENGA PER BONIFICARE L’AREA

Un altro processo per disastro ambientale, un’altra prescrizione che ferisce le coscienze. Era accaduto per l’inchiesta “Eternit”, conclusa l’anno scorso in Cassazione, è accaduto per il processo “Ex Montedison” a Crotone, dove il Tribunale ha assolto otto dirigenti dello stabilimento accusati della morte di alcuni operai che, secondo l’accusa, sarebbe stata determinata dalle polveri di amianto.
Una prescrizione annunciata, ma non per questo meno amara. Perché Crotone, lo sanno anche le pietre, è una delle città più inquinate d’Italia. Il lavoro non c’è più, ma ai crotonesi sono rimasti i tumori. Una mortalità superiore del 10/15% alla media italiana: eppure, il Registro Tumori della città è stato reso operativo solo negli ultimi mesi del 2009, e di bonifiche neanche a parlarne. A nulla è servito, nel lontano 2001, il decreto del Ministero dell’Ambiente che aveva inserito l’area tra quelle da bonificare.
A questo punto, il Codacons chiede al Governo di intervenire e varare un piano straordinario d’intervento. Tra poco saranno 15 anni che si aspetta un intervento di bonifica delle aree industriali  dismesse e  della  fascia  costiera: “Chiediamo a Renzi di intervenire e investire finalmente sulla bonifica della città”, ha detto il presidente Codacons Carlo Rienzi, “Qui persino le scuole per i bambini, le strade, le banchine del porto e le case popolari erano piene di materiali tossici. Anche il Codacons quindi, come i crotonesi riuniti su Facebook, ci mette la faccia e denuncia l’abbandono della città”.

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