Un’ altra voragine La città sprofonda
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fonte:
- Il Tempo
Valentina Conti Ennesima voragine a Roma. La città sprofonda. Ieri notte, sulla circonvallazione Gianicolense, i Vigili del Fuoco sono accorsi con un’ autogru per tirar fuori due auto rimaste incastrate in una buca di circa due metri di lunghezza e uno di larghezza. E mentre suv e utilitarie parcheggiate vengono risucchiate dall’ asfalto, automobilisti e centauri continuano pericolosamente a zigzagare per le martoriate strade della Capitale. Inutili i rattoppi per chiudere le crepe sull’ asfalto, interventi arrivati tardivamente per salvare il salvabile in varie zone della città. Da via Nazionale a via dell’ Ara Massima di Ercole e vie delle Terme Deciane fino a via della Moschea, si sono riaperte le stesse buche ricoperte da poco. Via di Monte Brianzo, in centro storico, invece, è stata transennata, paradossalmente, solo «per una disconnessione del manto stradale». «La zona sarà offlimits per due mesi, i parcheggi eliminati», raccontano alcuni residenti imbufaliti. Ma l’ allarme è anche per i marciapiedi “bombardati”, da via di S. Prisca e via di Fonte di Fauno all’ Aventino, e ancora per via Merulana, per l’ Appia Pignatelli e il quartiere Pietralata. Intanto, lievita l’ elenco delle strade chiuse, con le novità di via Farini e viale Giulio Cesare, e si fa la conta dei danni provocati dalle buche romane. «Circa 190 incidenti al giorno», fa sapere il Codacons, che ha registrato dal 12 febbraio ad oggi oltre 4.000 inci denti provocati da una buca. Salaria, Prenestina, Flaminia, Cristoforo Colombo le quattro strade con elevato passaggio di autoveicoli che hanno il primato di danni provocati. Un’ ecatombe in piena regola: un’ auto su dieci ha su bito danni dalle buche per un totale provvisorio di 230 mila veicoli, di cui 80mila mezzi a due ruote. In molti hanno avviato richiesta di risarcimento per i danneggiamenti al Comune di Roma che dovrà affrontare una spe sa milionaria. Del resto, la mappa online di Luceverde, il sito aggiornato in tempo reale sulla mobilità capitolina gestito dalla Polizia municipale e dall’ Aci, immortala una situazione a dir poco al cardiopalma: in molti quartieri capitolini cartelli stradali, nastri della Polizia locale e divieti avvisano gli automobilisti di code, lavori in corso, restringimenti di carreggiate e incidenti. «A Roma le strade urbane sono spesso conformate senza la giusta sequenza e sovrapposizione di strati. Ecco perché il problema delle buche è così diffuso», spiega l’ ingegnere Michele Mora marco, responsabile dell’ ufficio tecnico del Siteb (Associazione Italiana Bitume e Asfalto Strade). «La situazione diventa più grave quando a causa di lavori le strade vengono aperte e richiuse frettolosamente con materiali scadenti mal compattati». «Sono i vuoti all’ interno di questi materiali, mal realizzati, a permettere l’ entrata dell’ acqua piovana. Quando i danni del manto stradale vengono riparati velocemente e cercando di contenere il più possibile i costi, il problema non viene risolto all’ origine», puntualizza l’ esperto. «Cosa è fondamentale? Una manutenzione pianificata di lungo periodo. Purtroppo, si interviene solo in situazioni di emergenza, quando ormai è troppo tardi». E ai romani non resta che rimboccarsi le maniche, provvedendo a tappare loro le buche sotto casa.
valentina conti
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