16 Aprile 2010

Umbria, la Tosap fa ancora discutere

Con l’ intesa di Palazzo dei Priori il cittadino non viene più trattato alla stregua della filosofia dello "zitto e paga" ma gli viene indicata la strada per far valere i propri diritti. Parallelamente, il Comune ha ammesso gli errori commessi dalla Spa Dogre nell’ accertamento di passi carrabili e occupazioni di suolo pubblico. Il grosso dei problemi li hanno creati gli avvisi dei primi. Per questo il protocollo che prevede un modello compilabile in autocertificazione nel quale il contribuente dichiara perché la tassa non è dovuta, anche in base ad alcune casistiche già indicate (vedi strade chiuse o passi carrabili "a raso"). Tale invio, tramite raccomandata, farà scattare un accertamento "in contraddittorio" alla presenza del cittadino e con tanto di redazione di verbale. Se il cittadino ha ragione, il bollettino viene annullato. Su questo si è consumato lo strappo con Federconsumatori che si aspettava una soluzione in autotutela (prevista solo in caso di errori di indirizzo o altri formali) anche nei casi più lampanti di accertamento sbagliato. «Quando si chiede un passo carrabile e non si mette il cartello il Comune ha già detto che la Tosap non si paga – fa notare il presidente regionale Alessandro Petruzzi – e riteniamo ingiusto che il cittadino debba invece spedire una raccomandata ed aspettare un nuovo accertamento in contraddittorio con il rischio di aprire un contenzioso. Lo stesso vale per strade senza uscita o passi "a raso". Andremo avanti con i nostri modelli (diffida ed eventuale azione inibitoria, ndr) e da lunedì riprenderemo gli incontri sul territorio». Il resto delle associazioni ha firmato rilevando nell’ accordo comunque aspetti positivi, a cominciare dalla task force varata, che comprende un ufficio comunale temporaneo presso l’ unità operativa Mobilità per individuare i criteri generali per la soluzione delle casistiche controverse. La concessionaria, invece, si è impegnata ad integrare il proprio personale con una decina di addetti che saranno distribuiti presso gli Urp. «Un accordo che va incontro alle difficoltà dei cittadini – sostiene Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – buono nella forma. Fermo restando che lunedì, in occasione dell’ audizione della Dogre in commissione consiliare, saremo lì per verificare cosa diranno e, soprattutto, cosa risponderà il Comune. I funzionari della concessionaria ora non potranno più limitarsi a dire ai cittadini di pagare, fornendo informazioni parziali ed inesatte in molti casi». L’ intesa prevede un riferimento palese al codice del consumo. «Manterremo comunque una elevata soglia d’ attenzione – aggiunge Angelo Garofalo, presidente regionale dell’ Adoc – affinché i buoni propositi dell’ amministrazione siano tradotti in termini pratici». «Il protocollo è una prima risposta con la quale il Comune cerca di limitare i danni – fa notare Damiano Marinelli, presidente regionale dell’ Unione nazionale dei consumatori – ma questo non allevia il fatto che la Dogre abbia agito in modo superficiale causando troppi problemi ai cittadini. Ora siamo impegnati a vigilare, analizzando anche le tipologie di errore più frequente». «La Tosap è una tassa legittima e dovuta – fa notare Antonio Cascianelli, segretario territoriale Cisl Perugia – ma il metodo e l’ applicazione non sono stati i più ortodossi. Per noi il recupero dell’ evasione fiscale è fondamentale per recuperare risorse e per evitare spiecevoli conseguenze, invitiamo anche i cittadini non raggiunti da avviso bonario a verificare se la tassa è dovuta». Soddisfatta dell’ accordo anche Cristina Rosetti del Movimento difesa del cittadino. «Ne apprezziamo la tempestività ed il fatto che in pochi giorni è stato firmato anche un secondo protocollo, relativo alle tariffe». A cominciare dalla Tia, per la quale è stato annunciato un aumento del 9%. «Il sindaco si è impegnato ad incontrarci per farci esprimere sul piano economico presentato dalla Gest (gruppo Gesenu)».

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