16 Settembre 2014

ULTIMI NEL G7 doccia gelata per il premier

ULTIMI NEL G7 doccia gelata per il premier

Le ultime bocciature dell’ economia italiana sono giudicate gravi e preoccupanti dalla Lega, che da tempo ha messo nel mirino il governo chiedendo un cambio di marcia. Il Segretario federale del Carroccio è stato fra i primi a commentare il taglio delle stime Ocse sul Pil. «L’ Ocse – ha scritto M a tteo Salvini su Facebook certifica il “coma economico” dell’ Italia, nel 2014 saremo l’ unico Stato del G7 a non crescere, anzi a perdere lo 0,4%. Rivoluzione fiscale! Federalismo fiscale, aliquota fiscale unica del 20%, via dall’ E uro. Cambiare si può, altrimenti si muore». Secondo il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Massimiliano Fedriga «a questo punto non capiamo più se Renzi ci è o ci fa: mentre lui continua a fare battute nelle aule scolastiche a favore di telecamere, fuori dalle scuole gli insegnanti precari lo contestano e l’ Ocse taglia il Pil italiano nel 2014, unico Paese del G7 a segnare un andamento negativo. Sinceramente facevo Renzi più furbo di quanto sembra. Ormai è l’ unico a non aver ancora capito che non è più pos sibile andare avanti con questo scollamento fra le favole raccontate dal presidente del Consiglio e la realtà con cui sono costretti a confrontarsi ogni giorno i cittadini. Al paese non servono barzellette e selfie ma investimenti mirati che aiutino le nostre imprese e rilancino l’ o ccupazione». All’ attacco anche il pre sidente dei senatori, Gian Marco Centinaio: «La vera secchiata d’ acqua gelata in testa a Matteo Renzi l’ ha tirata l’ Ocse», scrive in una nota il capogruppo della Lega a Palazzo Madama, «L’ Italia sarà infatti l’ unico paese del G7 – aggiunge il parlamentare – a segnare un andamento negativo del 2014, e anche le stime per il 2015 vanno nella direzione opposta alle menzogne raccontate in questi mesi dal presidente del Consiglio. Adesso Renzi la smetta di annunciare riforme inutili per il Paese e inizi a intervenire sull’ ec o no mi a reale per rilanciare i consumi e l’ occupazione». «A forza di tweet e selfie, Matteo Renzi sta portando alla bancarotta il Paese», scrive in una nota il deputato Roberto Caon. «L’ unico effetto ottenuto finora dal governo Renzi, è che siamo il solo paese del G7 in recessione e le previsioni per il 2015 non fanno ben sperare. Il presidente del Consiglio conclude – la smetta di raccontare favole ai cittadini, e invece di elargire mance elettorali che non hanno alcun effetto sui consumi usi quei soldi per abbassare le tasse sul lavoro e rilanciare l’ o c c u p azione». Anche Fabio Rainieri, segretario nazionale della Lega Nord Emilia, osserva come «il nostro è l’ unico dei Paesi del G7 che si appresta a chiudere l’ anno con il segno meno. E’ evidente che Renzi e i suoi ci hanno messo del loro. Se a tutto aggiungiamo che proprio oggi S&P ha tagliato le stime per il Pil Italiano nel 2014 prevedendo crescita zero è chiaro davanti a tutti l’ effetto Renzi. Un effetto nefasto sui conti pubblici e sulla ripresa del Paese». Le opposizioni quindi hanno vita facile a sparare sul governo Renzi, ma non sono le uniche a far sentire la loro voce. «Tutti gli indicatori economici sono negativi: vendite, consumi, potere d’ acquisto sono in costante calo, mentre aumenta il debito pubblico, la pressione fiscale, la disoccupazione giovanile e i fallimenti aziendali. In tale contesto, la ripresa economica appare sempre più un miraggio, e il 2014 chiuderà con un bilancio pesantissimo», è l’ allarme lanciato dal Codacons. «Questo è il risultato delle scelte operate dagli ultimi governi, che hanno aumentato la tassazione e imposto ma novre “lacrime e sangue”, deprimendo i consumi e impoverendo le famiglie», dice il presidente Carlo Rienzi. Per il presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, «l’ Ocse taglia punti al nostro Pil. Ma chi taglia i punti all’ Ocse che ci ha ammannito la cura che ha prodotto questi risultati? L’ averci obbligati insieme ad altri organismi internazionali all’ i ns an a cura di mettere l’ i m m obiliare al centro della tassazione è la causa prima della sfiducia nell’ a v v e n ire che hanno gli italiani, che non si sentono più sicuri proprio per la mancanza di quella garanzia che era data dal valore della casa in proprietà. Naturalmente , ne è conseguita la caduta di valori che l’ Ocse non aveva previsto e che fa il paio con tutte le tante previsioni sbagliate di questa burocrazia internazionale». Più cauto in questa fase il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi: «Un po’ ce lo aspettavamo. Da tutto il nostro sistema provengono segnali molto negativi sull’ economia reale», ha detto a Crotone a margine di un convegno organizzato dagli industriali calabresi. «La cura, per la quale ci battiamo ormai da molto tempo – ha aggiunto Squinzi – sono le riforme, la semplificazione del Paese a tutti i livelli; bisogna ricreare la fiducia per far ripartire gli investimenti, gli investitori italiani ed esteri devono ritrovare la fiducia. La riforma del mercato del lavoro non è l’ unica di cui abbiamo necessità».

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