Ultima verità, «il corpo è di una donna»
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fonte:
- La Nazione
Cristina Rufini GROSSETO «NON È ancora finita. No comment». Questa la prima frase, a caldo, che Kevin Rebello ha postato ieri su facebook, dopo essere stato informato che il cadavere rinvenuto sul ponte 3 della Concordia non è di un uomo. Non può essere quello del suo adorato fratello, Russel Rebello, il cameriere indiano che insieme a Maria Grazia Trecarichi per 21 mesi è risultato disperso. Fino a martedì pomeriggio, quando in quella bara di acciaio arrivata all’ obitorio di Grosseto tutti ? autorità in testa ? assicuravano esserci i suoi poveri resti. Un cadavere saponificato che mercoledì, al termine dell’ autopsia, ha rivelato un’ altra verità: quei resti appartengono a una donna. Inequivocabilmente. E non soltanto perché nei pressi delle cucine dove è stato trovato dai sommozzatori c’ era una scarpa griffata Nero Giardini, e non una bianca da jogging, che in primo momento ha fatto pensare a Rebello. Ma è donna perché accertato dall’ esame autoptico. Ora il dna dovrà confermare se quella donna è Maria Grazia Trecarichi. Pochi i dubbi, considerando che i dispersi sono due e lei è l’ unica di genere femminile. Meglio però andarci coi piedi di piombo. «Non voglio ancora pensare che sia lei. In passato abbiamo avuto speranza quando si è parlato di ossa, ora questa novità. Ma aspetto di avere la certezza», si è limitato a commentare il marito della 50enne siciliana, Elio Vincenzi. E chi può dargli torto? Questo stillicidio aggiunge dolore al dolore. Alla notizia dell’ errore non sono mancate le critiche per una comunicazione «un po’ troppo frettolosa». Ma il fratello di Rebello è intervenuto per mettere tutti a tacere. «Qualunque sia il risultato del dna, se sarà Russel o Maria Grazia ringrazio Dio. Non c’ è competizione in questo caso. Noi saremo tutti felici di sapere che alla fine saranno di Maria Grazia». Poi il pensiero ai sommozzatori impegnati da settimane nelle ricerche: «Le mie preghiere e i migliori auguri alle squadre di sub impegnati senza sosta nelle ricerche. Dio li benedica. Viva l’ Italia». Non è mancato il giallo che si aggiunge al mistero. Da Codacons è arrivato l’ esposto. «Chiediamo di fare chiarezza ? si legge ? e aprire un’ indagine sui corpi ritrovati. Sottoponiamo all’ attenzione un dossier in cui viene ipotizzata la pista russa. Un intreccio legato al contrabbando, alla mafia russa e alla P3». Scenografico.
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