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22 Febbraio 2013

Ultima chiamata prima delle urne Lo spread a 290, Borse in recupero

Ultima chiamata prima delle urne Lo spread a 290, Borse in recupero

MILANO – Piazza Affari prova a rialzare la testa dopo la scoppola di giovedì (-3,13%) e a lasciare il palcoscenico alla due giorni elettorale con l’ eredità di un segno positivo. Ma la pressione internazionale sul mercato italiano è forte, tanto che il dibattito politico tricolore e i riflessi sui mercati finanziari campeggiano sulle pagine dei principali quotidiani esteri. Oltre che sul mercato azionario, che il livello di guardia sia alto è testimoniato anche dall’ andamento dello spread : il differenziale tra Btp e Bund ha sfondato quota 290 punti in apertura dei mercati in Europa, con un rendimento oltre il 4,5%, per poi ridiscendere leggermente. Oltre alle elezioni, continua a preoccupare l’ andamento economico, in particolare del Vecchio Continente. A livello macroeconomico, l’ affanno della zona euro è testimoniato dal dato delle esportazioni della Germania : la locomotiva economica, che ha proprio nei vicini Ue i suoi principali partner, sono scese del 2% nel quarto trimestre 2012 rispetto ai tre mesi precedenti. Nell’ ultimo scorcio dell’ anno scorso, l’ intera economia tedesca era arretrata dello 0,6%. A ciò si è recentemente aggiunta una spaccatura in seno alla Federal Reserve, con la fazione dei “falchi” che inizia ad alzare la voce contro la politica dell’ erogazione di liquidità troppo facile. Il presidente della Fed, Ben Bernanke, ha cercato di gettare acqua sul fuoco, minimizzando i timori che la politica monetaria della Fed possa aver causato una bolla. Lo avrebbe fatto intervenendo a un incontro a New York agli inizi di febbraio, secondo quanto scrive Bloomberg , quindi dopo la riunione della Fed della quale sono stati diffusi i verbali. In avvio di seduta Piazza Affari guadagna lo 0,9%, tra le migliori a livello continentale. Sotto i riflettori il Monte dei Paschi , dopo che il Tar del Lazio ha respinto il ricorso del Codacons e sbloccato così il prestito da 3,9 miliardi da parte del Tesoro sotto forma di Monti bond. Nel resto d’ Europa Francoforte guadagna lo 0,4%, Londra lo 0,3% e Parigi lo 0,6%. D’ altra parte anche in Asia , dopo le vendite di ieri, è tornato un po’ di buon umore. La Borsa di Tokyo , grazie al calo dello yen nel cambio con le principali valute, ha guadagnato con l’ indice Nikkei lo 0,68%, mentre il Topix è rimasto praticamente invariato (+0,06%). Acquisti su cartiere, servizi e alimentari; vendite su assicurativi, commercio all’ ingrosso e vetrerie. La ripresa delle economie dell’ Est è stata certificata anche da Singapore, che è cresciuta più delle attese nell’ ultimo trimestre. Ieri Wall Street ha chiuso in ribasso con il Dow Jones che ha perso lo 0,34%, lo Standard & Poor’ s 500 ha ceduto lo 0,63% e il Nasdaq ha lasciato sul parterre l’ 1,04%. L’ euro avanza debole sui mercati europei dopo essere sceso sotto 1,32 dollari ieri a New York. In avvio degli scambi in Europa la moneta unica quota 1,3218 contro il biglietto verde e 123,31 rispetto allo yen . Si segnala infine un rialzo generalizzato delle commodity: le materie prime stanno facendo segnare un rimbalzo dopo il calo più significativo registrato da novembre a questa parte. L’ indiec Standard & Poor’ s GSCI è cresciuto a Tokyo dopo lo scivolone di ieri. Il Platino ha guidato i rialzi già nella serata di ieri negli Stati Uniti. Il petrolio è in rialzo a 93,21 dollari per la qualità Wti e 114,14 dollari per il Brent , segnando rispettivamente un progresso di 37 e 61 cent. Segno più anche per l’ oro , a 1.582,96 dollari con un progresso dello 0,5% durante le contrattazioni in Asia.

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