9 Settembre 2015

ULSS 20: TERZA CONDANNA DAL TRIBUNALE DEL LAVORO PER IL DIRETTORE BONAVINA

ULSS 20: TERZA CONDANNA DAL TRIBUNALE DEL LAVORO PER IL DIRETTORE BONAVINA

 REINTEGRATO ANCHE IL TERZO MEDICO ILLEGALMENTE LICENZIATO

Dopo la terza condanna del Tribunale del Lavoro ma impunita dalla Regione Veneto, il  Codacons chiede la rimozione immediata del direttore BONAVINA. Il 3 febbraio 2015, l’assessore alla sanità Luca Coletto in relazione ai licenziamenti illegali, aveva dichiarato sul Mattino di Padova e sul Gazzettino del Nord Est “da parte nostra valuteremo l’opportunità di una verifica amministrativa sull’iter seguito dalla direzione generale”. Nulla è stato ancora fatto, nonostante per la terza volta il direttore generale della ULSS 20 di Verona, Giuseppina BONAVINA, sia stata condannata dal tribunale del lavoro e con ordinanza immediata le viene imposto il reintegro anche il terzo medico dott. Oliviero Bosco ingiustamente e illegalmente licenziato da lei mesi fa.
Un caso unico nella storia d’Italia che vede protagonista un direttore generale che per ben tre volte ha commesso gravi “violazioni di norme inderogabili che regolano il procedimento disciplinare del pubblico impiego”  – legge Brunetta (come scritto nell’ordinanza) compromettendo la reputazione, la carriera di tre stimati medici, distrutto un dipartimento modello per la cura delle tossicodipendenze e del gioco d’azzardo e nonostante questo resta ancora al suo posto. Il Codacons chiede pubblicamente di quali protezioni goda e come sia possibile che una persona del genere non risponda di queste azioni sconsiderate e condannate dal tribunale oltre che dal TAR che ha riconosciuto i diritti intellettuali dei medici. Vicenda oscura di una ULSS che punisce medici che vogliono impedire assieme al Codacons lo sfruttamento di beni pubblici da loro creati e che vede totalmente assenti i vertici regionali. Quale sarà la ragione di tanto silenzio soprattutto dell’assessore alla sanità Luca Coletto? Quali le vere ragioni per giustificare un silenzio cosi assordante? Qualsiasi amministratore, davanti a fatti del genere, avrebbe perlomeno il dovere di aprire una indagine conoscitiva. Cosi come ha fatto la Procura della Repubblica nei confronti di Bonavina dopo i nostri esposti. Danni erariali per centinaia di migliaia di euro passati sotto silenzio e sulle spalle dei contribuenti, software pubblici inventati dai medici per curare sempre meglio le dipendenze messi a disposizione dal direttore generale di aziende private che ne sfruttano illegittimamente i diritti intellettuali. E ancora, continue vessazioni dei medici che dopo aver rivendicato i loro diritti presso il TAR (diritto costituzionalmente previsto) ed essere stati reintegrati vengono mandati da questo direttore, in totale sfregio delle decisioni del giudice, a fare lavori completamente diversi dalle loro precedenti mansioni. Chiediamo al sindaco di Verona e  al presidente della regione Veneto Luca Zaia quale sia la ragione di tanto silenzio e di tanto protezionismo anche dopo tre pronunce di condanna del tribunale del lavoro e quale sia il motivo che non consente di rimuovere immediatamente tale direttore ma soprattutto di non applicare quanto previsto chiaramente dalla legge Brunetta e cioè (atto dovuto pena l’omissione d’atti d’ufficio ) di mandare sotto provvedimento disciplinare proprio che per ben tre volte ha violato la legge. Aspettiamo risposte chiare.

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