14 Dicembre 2015

ULSS 20 DI VERONA: NUOVO ESPOSTO IN PROCURA E ALLA CORTE DEI CONTI

ULSS 20 DI VERONA: NUOVO ESPOSTO IN PROCURA E ALLA CORTE DEI CONTI

SI INDAGHI SULLA PRODUZIONE DI 6 FILM E SULLE SPROPOSITATE ATTIVITA’ DI COMUNICAZIONE DELLA ULSS

Dalla ULSS 20 (capofila anche per le altre ULSS del Veneto) un flusso enorme di denaro da chiarire, sottratto alle attività a favore diretto dei cittadini malati e canalizzato su aziende di comunicazione e spettacolo. È stato inoltrato alla Procura di Verona e alla Corte dei Conti del Veneto un corposo esposto in merito alle attività e ai finanziamenti che dal 2004 la Direzione della ULSS20 e il suo Ufficio Comunicazione hanno intrapreso con la produzione e il finanziamento di ben 6 film, un rotocalco in internet e varie iniziative che hanno sempre visto unici interlocutori due aziende strettamente connesse all’ufficio comunicazione della ULSS20. Un sistema esteso e ramificato su tutta la regione, di cui la ULSS 20 era “capofila” e che ha sempre trovato l’importante sopporto della Regione Veneto. ULSS 20 che dopo la sponsorizzazione con soldi pubblici di queste attività caldeggiava anche l’acquisto di DVD da parte di comuni e di altre ULSS Venete e la partecipazione a collezionare e versare fondi (rigorosamente sotto soglia e quindi dati direttamente) su incentivazione scritta della Direzione generale della ULSS20.
Una serie di “collette” che hanno portato in questi anni a canalizzare centinaia di migliaia di euro di cui ora l’associazione chiede alla magistratura di accertare direzione e beneficiari. Per questo il CODACONS ha raccolto ed esposto fatti e documenti rilevanti, delibere di ULSS, di Comuni, interrogazioni Regionali che mostrano come la ULSS 20 abbia il record regionale di spesa in comunicazione, spendendo soldi provenienti anche da sponsorizzazioni e donazioni esterne di benefattori che  hanno finanziato in questi anni operazioni di creazione di consenso politico e a sostegno di direttori generali, assessori e sindaci, alcuni dei quali addirittura compaiono nei film come aspiranti attori.
Sembra poco corretto che una  Asl che  tra i compiti e i mandati istituzionali non ha la produzione di film, possa erogare spese record di questa portata in comunicazione quando si stanno continuamento chiedendo ticket e sacrifici alla popolazione per sostenere esami e cure salvavita e contemporaneamente si sprecano centinaia di migliaia di euro in azioni pubblicitarie e autoreferenziali per l’immagine di direttori e politici di turno.

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