8 Gennaio 2020

Ulivi tagliati per far posto al gasdotto A Lecce processo per i vertici di Tap

LECCE Inizierà il prossimo 8 maggio il processo a 18 persone, tra cui i vertici di Tap (Trans Adriatic Pipeline) e alla stessa società dinanzi al Tribunale di Lecce. La procura salentina ha contestato i reati ambientali che sarebbero stati compiuti nella costruzione del tratto terminale del gasdotto nel territorio di Melendugno. Agli imputati è stato notificato un decreto di citazione diretta a giudizio così come disposto dal procuratore di lecce, Leonardo Leone De Castris e dal suo sostituto Valeria Farina Valaori. Tra gli imputati ci sono gli attuali vertici della società Tap, Luca Schieppati ed Elisabetta De Michelis, l’ ex country manager di Tap Michele Mario Elia, il project manager della società e responsabile in materia ambientale, Gabriele Paolo Lanza; i dirigenti della società Saipem, appaltatrice dei lavori di costruzione del microtunnel e del tratto di condotta offshore Albania-Italia, e i titolari delle aziende appaltatrici e subappaltatrici dei lavori. Sono quindici invece le parti offese, tra le quali la Regione Puglia, nella persona di Michele Emiliano, otto comuni rappresentati dai loro sindaci e il Ministero dell’ Ambiente. Poi ancora il presidente del Comitato No Tap del Salento e le associazione Vas Onlus, Codacons e Italia nostra. I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra novembre 2016 a luglio 2019. L’ inchiesta si concentra su presunti reati ambientali che sarebbero stati commessi in località «Le Paesane» di Melendugno (dove sono stati espiantati 445 ulivi per far posto alla trincea del gasdotto) e in località Sa Basilio di San Foca, sempre a Melendugno, dove si ipotizza l’ inquinamento della falda e del sottosuolo del cantiere del microtunnel. In quest’ ultimo caso l’ ipotesi della procura è che ci sia stata una dispersione di sostanze pericolose, tra cui il cromo esavalente, con la contaminazione con il cemento utilizzato da Tap durante i lavori, per via di una inidonea impermeabilizzazione del cantiere. In particolare agli indagati, ciascuno per le proprie mansioni, si contesta di aver iniziato e proseguito «le opere di realizzazione del tratto italiano del gasdotto marino e terrestre tap, anche su aree sottoposte a vincolo paesaggistico e vincolo idrogeologico e dichiarata in zone agricole di notevole interesse pubblico, in assenza di autorizzazioni ambientali, idrogeologiche, paesaggistiche ed edilizie». Nell’ inchiesta è successivamente confluito il filone d’ indagine relativo all’ espianto di ulivi , in violazione del divieto di costruzione di strutture e infrastrutture per attività produttive in assenza di autorizzazioni. Il processo sarà celebrato davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Lecce in composizione monocratica.
angela balenzano

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