25 Maggio 2015

Uil: “8 mila le società ed enti pubblici partecipati”. Codacons: “500 enti totalmente inutili”

Uil: “8 mila le società ed enti pubblici partecipati”. Codacons: “500 enti totalmente inutili”

(Sesto Potere) – Roma – 25 maggio 2015 – Come è composto il variegato mondo delle società partecipate pubbliche? La risposta nei numeri contenuti nel report UIL Servizio Politiche Economiche e Territoriali sulle “società pubbliche”, redatto elaborando i dati dei rapporti della Corte dei Conti, del Ministero dell’Economia e confrontandoli e integrandoli con i dati tratti dai siti internet delle Regioni e Province (tutte), con i Comuni capoluogo di provincia.
Nel 2014, le Società, Consorzi, Enti e Fondazioni partecipati dalla Pubblica Amministrazione (Centrale e Locale), sono 8.383, di cui: 423 sono partecipate dalle amministrazioni Centrali dello Stato (il 5% del totale); 7.472 (il 92,4% del totale) sono partecipate dal sistema degli Enti Territoriali (Regioni, Province, Comuni, Unioni dei Comuni ecc); 218 (il 2,6% del totale) sono partecipate da altri Enti pubblici (Enti previdenziali, ACI ecc).
Nello specifico – commenta Guglielmo Loy, Segretario Confederale UIL – alla fine del 2014, le società partecipate dagli Enti Locali erano 7.472, in diminuzione del 3,3% (251 società ed enti in meno) rispetto al 2012, quando se ne contavano 7.723.
Le società di capitali (per azioni e a responsabilità limitata) sono diminuite del 9,6% (238 enti in meno); le società cooperative del 13,3% (31 enti); le società consortili del 4,9% (92 enti); mentre sono aumentate del 10,1% (110 enti in più) gli enti costituiti sotto altre forme giuridiche (associazioni, aziende servizi alla persona ecc.).
Gli Enti costituiti in forma di società per azioni, spiega Loy, sono 1.963 (il 26,3% del totale); quelli a responsabilità limitata 2.335 (il 31,3% del totale); le società cooperative 202 (il 2,7% del totale); le società consortili 1.777 (il 23,8% del totale); le Fondazioni 561 (il 7,5% del totale); le Istituzioni 182 (il 2,4% del totale); le Aziende speciali 274 (il 3,7% del totale); gli Enti costituiti sotto altre forme giuridiche (associazioni, aziende servizi alla persona ecc.) sono 178 (il 2,4% del totale).
Del totale delle società partecipate dagli Enti Locali, 6.386 (l’85,5% del totale) sono in attività, mentre 1.086 (il 14,5% del totale) sono Enti messi in liquidazione.  Nello specifico, risultano in liquidazione 713 società di capitali, 12 società cooperative,295 società consortili, 40 tra Fondazioni ed Istituzioni, 21 aziende speciali, 5 enti costituiti sotto altre forme giuridiche.
Il cosiddetto “sistema Holding” delle partecipate degli Enti Locali si compone di 6.239 (l’83,5%) società con partecipazione diretta dei Comuni (società “madri”). Queste Società a loro volta possiedono partecipazioni in ulteriori 1.233 società (società “figlie”).
Il 12,8% (956), del totale degli Enti partecipati svolge attività strumentali degli enti Locali (attività previste per i loro fini istituzionali); il 42,5% (3.176) svolge servizi privi di rilevanza economica (teatri, farmacie comunali ecc.); il 23,3% (1.741) svolge servizi di rilevanza economica (acqua, luce, gas, rifiuti, trasporto pubblico locale); il 21,4% (1.599) svolge altre attività.
I dipendenti delle società partecipate dagli enti locali sono oltre 500 mila. Oltre 5 mila società hanno meno di 5 dipendenti (in quasi 3 mila società i dipendenti sono meno dei componenti del consiglio di amministrazione); 2 mila società hanno da 5 a 100 dipendenti; 580 società hanno più di 100 dipendenti.
Il valore economico che ogni anno muovono le società partecipate dagli Enti locali supera i 40 miliardi di euro l’anno; mentre le perdite ammontano a 1,2 miliardi di euro l’anno.  Per esempio, nel Comune di Roma su 15 società partecipate direttamente nel 2013, 13 erano in attivo per 98,5 milioni di euro; mentre 2 (ATAC e Centro Ingrosso fiori) erano in passivo per 220 milioni di euro.
Il 62% (4.633 enti) delle società partecipate è ubicato nelle Regioni del Nord; il 21,3% (1.591 enti) nelle regioni del Centro; il 16,7% (1.247) nelle Regioni del Sud.   
Per quanto riguarda le “poltrone” – continua Guglielmo Loy – tra Consigli di Amministrazione, Amministratori delegati ecc., sono 26.500, a cui vanno aggiunte oltre 22 mila persone preposte agli organi di controllo (collegi dei revisori e collegi sindacali).
Il costo per il funzionamento dei Consigli di Amministrazione ammonta a circa 2,5 miliardi di euro l’anno, di cui oltre 600 milioni di euro per gettoni e rimborsi per i consiglieri di amministrazione.
L’82,3% (21.815 persone) del totale dei Consiglieri di Amministrazione è concentrato nel Centro-Nord; il restante 16,7% (4.684 persone) nel Sud d’Italia.
E’ ormai indispensabile e improcrastinabile – prosegue Loy – mettere mano alla moltitudine di Enti e Società pubbliche, spesso improduttive e fonte di deficit. Il numero delle società ed enti partecipati dalle istituzioni locali è cresciuto nel corso degli anni anche per gestire servizi che altrimenti sarebbero ricaduti sotto le “forche caudine” del Patto di Stabilità Interno (vedi rifiuti e servizi alla persona). 
C’è da aggiungere inoltre che il funzionamento delle società pubbliche, molto spesso, viene fatto pagare 3 volte: in termini di servizi poco efficaci, di aumento delle tariffe per la gestione dei servizi e di aumento delle imposte locali. Infatti, conclude Loy, tra il 2012 ed il 20014 le imposte e le tasse locali sono aumentate del 6%: in particolare, l’IMU e la TASI del 2,2%; l’Addizionale Comunale IRPEF del 16,5%; la Tariffa Rifiuti del 12,8%.
Commentando il rapporto il Codacons rileva che nella giungla di società pubbliche partecipate da Stato, Regioni, Province e Comuni si nascondono circa 500 enti totalmente inutili, che potrebbero essere eliminati con un elevato risparmio per la collettività. Un esempio per tutti, l’Ente nazionale della montagna – che si aggiunge all’infinità di comunità montane presenti nel nostro territorio – il quale ha cambiato ragione sociale in “Istituto nazionale della montagna”, costo della struttura (secondo indiscrezioni): 490mila euro all’anno.
Lo denuncia il Codacons, commentando lo studio della Uil sulle società partecipate: “Nel corso degli anni tutti i governi e tutti gli schieramenti politici hanno affermato di voler cancellare tali strutture, accertandone pubblicamente l’inutilità; tuttavia solo una cinquantina di enti sono stati realmente eliminati: altri sono stati solo chiusi e poi riaperti con un nome diverso. Come a dire: oltre al danno, la beffa”.

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