5 Giugno 2011

Uffici postali ancora in tilt Il Codacons chiede i danni

Anche ieri code e computer in tilt in più di un ufficio postale della città e della provincia. Difficile, se non impossibile quindi effettuare pagamenti (anche quelli in scadenza) e soprattutto ricevere la tanto agognata pensione. Ancora una volta, dopo i disservizi di mercoledì e giovedì, i "server" informatici di Poste italiane non hanno retto. E alla fine molti uffici hanno dovuto esporre il cartello "Terminali fuori servizio". Ma a questo punto i consumatori, e in particolar modo i vertici dell’ associazione Codacons hanno deciso di dire "basta". E di fronte alle scuse ufficializzate ieri da parte della stessa azienda Poste italiane, i consumatori rispondono che non basta. Secondo l’ associazione dei consumatori friulana, un blocco degli sportelli, con relativa impossibilità a ritirare denaro, rappresenta infatti «un disservizio gravissimo». «Molti udinesi sono rimasti senza contanti in tasca per ore perché, come è risaputo, chi ha un conto corrente con le poste non può ritirare liquidi dagli sportelli bancari». Secondo Nicola D’ Andrea, presidente provinciale del Codacons di Udine, si tratta di un incidente inconcepibile «specie se riferito a servizi fondamentali come quelli erogati dalla Poste, nonché in considerazione dell’ efficienza che dovrebbe pretendersi da una società di grandi dimensioni che offre un servizio capillare su tutto il territorio italiano. Tali problematiche tecniche, cui le Poste avrebbero dovuto prevenire o comunque risolvere immediatamente, costituiscono una negligenza imputabile alla stessa Società, che determina una evidente responsabilità, e legittima una richiesta risarcitoria per quanti abbiano subito un pregiudizio da tale disservizio». A giudizio del Codacons è sufficiente pensare a quanti avevano dei pagamenti in scadenza che non sono riusciti a onorare proprio per questo black out del sistema informatico. «Proprio in base a quanto è accaduto – aggiunge Nicola D’ Andrea – il Codacons intima l’ immediata risoluzione delle problematiche denunciate, ricordando ai cittadini che è possibile richiedere i danni per chi ha subito un pregiudizio da quanto accaduto. Per questo chi volesse prendere contatti con l’ associazione può farlo, contattando il numero 0432/534813». Ma, oltre all’ associazione dei consumatori, sul piede di guerra ora ci sono anche le varie sigle sindacali. E proprio domani la questione del black out informatico arriverà anche sul tavolo della vertenza regionale per le chiusure estive. «Ci troviamo per parlare di tutt’ altri problemi – spiega il segretario provinciale Cisl Poste, Domenico La Rocca -. Ma quanto è accaduto in questi giorni è vergognoso. E chiaramente non possiamo fare finta di nulla. Anche perchè sono i lavoratori che ci mettono poi la faccia a diretto contatto con i clienti». Sulla stessa linea anche Gaetano Vitale, segretario regionaale della Failp: «Proprio in queste ore abbiamo inviato una pesante lettera ai vertici della società. Se questo è quello che è accaduto perchè una parte degli uffici sono passati al nuovo sistema informatico (da Pgo a Spp), non riusciamo a immaginare cosa accadrà il 16 giugno quando tutti gli uffici postali italiani lavoreranno col nuovo programma». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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