25 Settembre 2001

UFFICI GIUDIZIARI: IL CODACONS RICORRE AL CSM

UFFICI GIUDIZIARI: IL CODACONS RICORRE AL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA L?ASSOCIAZIONE, CHE AVEVA CHIESTO L?APERTURA DEGLI UFFICI AL PUBBLICO ALLE ORE 8 (COME PREVEDE LA LEGGE) NON HA OTTENUTO ALCUNA RISPOSTA

GLI ISPETTORI DEL CODACONS HANNO FOTOGRAFATO LE LUNGHE FILE A CUI SONO SOTTOPOSTI QUOTIDIANAMENTE GLI UTENTI E INVIERANNO IL MATERIALE AL CSM









A gennaio di quest?anno il CODACONS diffidava il Ministro della Funzione Pubblica, l?ex Sindaco di Roma Rutelli, il Presidente della Provincia e il Presidente del Tribunale, a far rispettare l?orario di apertura degli uffici pubblici agli utenti, che la legge fissa alle ore 8. Tutto ciò in base alla legge 281/98 che prevede il diritto degli utenti ad un servizio pubblico efficiente e con elevati standard di qualità.

Le norme vigenti prevedono l?inizio del lavoro di tutti i pubblici dipendenti, sia dei Ministeri che degli enti pubblici ed aziende municipalizzate alle 8 del mattino, per lo più fino alle 14. La cosa incredibile è che gli uffici vengono aperti al pubblico non prima delle 9. Il pretesto? Oltre ad alcuni accordi sindacali illegittimi, la necessità ?di mettere a posto le carte e prepararsi all?afflusso del pubblico?. Così se vogliamo avere un certificato in Tribunale o depositare una istanza di colloquio con un detenuto, o trattare una pratica di pensione o di invalidità, dobbiamo aspettare le 9, che poi sono sempre le 9,15 o giù di lì.

Ma a cosa serve quella ora di chiusura degli uffici? Salvo rare eccezioni a nulla, anzi a far perdere alle pubbliche amministrazioni un?ora di lavoro. Invece, sarebbe fondamentale per il cittadino, dove anche le scuole aprono alle 8, poter disporre di quell?ora, dalle 8 alle 9 per svolgere incombenze amministrative comodamente agevolando anche il traffico e diminuendo l?affollamento sui bus. Semmai, se occorrerà sistemare le carte meglio farlo dalle 13 alle 14 o durante le abbondanti ore di lavoro straordinario che l?erario sborsa annualmente.

A questa richiesta il CODACONS non ha mai avuto risposta. Nell?interesse dei cittadini romani l?associazione, a seguito di numerose segnalazioni, ha deciso di ricorrere al Consiglio Superiore della Magistratura, al quale chiede anche se, tale silenzio delle autorità preposte, sia legittimo o meno. L?intervento del CODACONS è inoltre avallato da una serie di fotografie che gli ispettori dell?associazione hanno scattato nei vari uffici e tribunali, documentando le file e l?estenuante attesa degli utenti.

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