19 Agosto 2010

Ue in ripresa: ma l’ Italia è trainata da Berlino

ROMA La Germania si conferma la locomotiva d’ Europa in termini di crescita economica, ma il nostro Paese è l’ ultimo vagone del treno dell’ area euro. Lo ha sottolineato l’ Ocse, confermando i dati dell’ Eurostat in un rapporto sui conti pubblici da cui emerge che il pil nell’ area è salito nel secondo trimestre dell’ anno del 2,8% su base tendenziale, in rialzo rispetto al +2,4% del precedente trimestre. A guidare la crescita è la Germania (+3,7%) mentre la maglia nera spetta all’ Italia (+1,1%). Il Pil dell’ area Ocse è cresciuto invece dello 0,7% rispetto al trimestre precedente: prima sempre la Germania (+2,2%), seguita dalla Gran Bretagna (+1,1%) mentre fanalino di coda è il Giappone (+0,1%). In Italia, che si piazza al penultimo posto sopra il Giappone, la crescita è stata dello 0,4%. Rispetto al primo trimestre del 2010, c’ è da registrare il +0,6% di Francia e Stati Uniti. Balzo dell’ 1% per il Pil dell’ Ue e dell’ area euro, rispetto al +0,2% del primo trimestre. Su base annua, sottolinea il rapporto, dopo la Germania la crescita più elevata è degli Usa (+3,2%), del Giappone (+1,9%) e Francia (+1,7%). Chiudono Gran Bretagna (+1,6%) e Italia (+1,1%). Il Pil dell’ area euro e Ue, sempre sul trimestre 2009, è +1,7%. L’ Italia è dunque, secondo il Codacons, la «cenerentola d’ Europa» e nel nostro Paese i consumi torneranno «normali» solo dal 2015. Per l’ associazione dei consumatori, infatti, questi dati dimostrano che «tutti quelli che nei mesi scorsi avevano avuto la sfacciataggine di sostenere che l’ Italia era la locomotiva d’ Europa, stavano solo fantasticando e facevano propaganda». Anche Federconsumatori e Adusbef affermano che «ancora una volta c’ è da sottolineare come la situazione e le prospettive del nostro Paese non siano affatto positive», e avvertono: ad autunno arriverà una stangata da 886 a 1100 euro a famiglia. Dalle opposizioni, il Pd rimarca come «Berlusconi, Tremonti e Bossi abbiano fallito e continuare lungo la strada degli ultimi due anni porterebbe non solo maggiore disoccupazione, ma anche maggior deficit pubblico». Per l’ Idv «serve una politica industriale e un ministro dello Sviluppo Economico all’ altezza». Intanto, il governatore di Bankitalia e presidente del Financial Stability Board, Mario Draghi difende Basilea III: i nuovi standard di capitale previsti forniranno «sostanziali benefici di lungo termine alla stabilità finanziaria» e aiuteranno a raggiungere «una più stabile crescita economica». Le analisi condotte dal Financial Stability Board e dal Comitato di Basilea testimoniano che «i costi macroeconomici che deriveranno dall’ introduzione di standard» di capitale «più elevati sono gestibili, soprattutto se accompagnati da appropriati accordi di transizione».

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