16 Gennaio 2009

Udine, forse oggi il no della clinica

Ultime ore, in viale Venezia, a Udine, per limare le motivazioni del no, e già oggi, al più tardi domani, la clinica «Città di Udine» dovrebbe ufficializzare il ritiro della disponibilità ad accogliere Eluana Englaro per accompagnarla alla morte. Il presidente Antonio Agosto è convinto che questa sia la scelta più saggia ancora dalla fine di dicembre, come ha confidato a collaboratori e amici. Nel frattempo, però, gli amministratori del policlinico hanno voluto verificare tutti i pro e tutti i contro, soprattutto sul piano amministrativo ( accreditamento col sistema sanitario regionale e, indirettamente, nazionale), e negli ultimi giorni l’orientamento è maturato per dire a Beppino Englaro che in Friuli non ci sono le condizioni per interrompere l’alimentazione e l’idratazione della figlia. Mettendo in conto il possibile no della clinica, il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, che da amico di famiglia di Beppino Englaro si era adoperato in questa veste per trovare una soluzione in Friuli, ora precisa: «Condivido con Errani che l’atto del ministro Sacconi sullo stato vegetativo è inefficace nel caso di Eluana e che Stato e Regione non possano interferire. Per cui uno stop della clinica, che è una questione interna, sarebbe legato a logiche private» .  Ritorna in campo, nel frattempo, l’associazione Codacons del Friuli Venezia Giulia, che con il suo presidente, l’avvocato Vitto Claut ribadisce la propria contrarietà all’attuazione del decreto della Corte di Appello di Milano. Da qui la richiesta di revoca, al tribunale di Lecco, della tutela di Eluana al padre Beppino. L’udienza è fissata per il 24 febbraio. La motivazione? «Considerando il primato del diritto alla vita su ogni altra situazione soggettiva la richiesta di interruzione dei trattamenti di alimentazione e idratazione di Eluana Englaro e delle cure in atto, appare incompatibile e contrario con le finalità proprie dell’ufficio del tutore che sono solo quelle di operare nell’interesse dell’incapace rappresentato» . La Procura generale di Milano, intanto, ha archiviato la richiesta presentata da un medico, Paolo Gulisano, presidente del «Centro aiuto alla vita» di Lecco, e dal giornalista Piero Pirovano, presidente dell’associazione «Solidarietà, libertà, giustizia e pace» per la revoca del decreto della Corte d’Appello del capoluogo lombardo. «Alla luce della decisione della Cassazione che aveva rigettato il ricorso contro la scelta della Corte d’Appello, noi non siamo legittimati a prendere alcuna iniziativa» , ha motivato il sostituto procuratore generale, Maria Antonietta Pezza.

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