26 Novembre 2021

Udienza preliminare Morandi: quasi 400 le parti civili escluse dal procedimento

Nel corso dell’udienza preliminare del 24 novembre, la giudice Faggioni ha deciso sulle parti civili che saranno ammesse al processo sul Morandi, nel quale si accerteranno le responsabilità penali per il crollo del viadotto sul Polcevera che nel 2018 ha provocato 43 vittime.

Il codice di procedura penale permette alle persone danneggiate o offese dal reato, e ai loro eventuali successori universali, di partecipare al processo penale per ottenere un risarcimento nei confronti degli imputati o dei responsabili civili.

Tra i 500 soggetti che hanno depositato in udienza un atto di costituzione ci sono dipendenti Amiu che non erano in servizio nei pressi del ponte, poliziotti che sono intervenuti nei soccorsi e anche un dipendente dell’ospedale San Martino di Genova, addetto agli obitori.

Hanno chiesto di far parte del processo anche abitanti della zona, persone che si erano da poco allontanate dal ponte o che si sarebbero dovute recare in quell’area. Numerose sono state poi le istanze di enti, associazioni e imprese che sono finite sotto l’esame del giudice per l’udienza preliminare. Nel corso dell’udienza il Gup ha definitivamente comunicato la lista delle parti civili ammesse e di quelle escluse, con le annesse motivazioni.

Particolarmente rumorosa l’estromissione del Comitato in ricordo delle vittime del crollo, ma le norme processuali non lasciavano margini di manovra: solo enti e associazioni nate prima dei fatti oggetto del processo possono costituirsi. Egle Possetti, portavoce del comitato, ha commentato così la decisione:

“non è accettabile che un comitato che forzosamente si forma dopo un evento non si possa costituire parte civile. Comprendiamo la ratio della norma ma secondo noi va cambiata la legge. Ci speravamo, eravamo fiduciosi ma non molleremo di un centimetro, lotteremo comunque millimetro per millimetro. Se non altro è positivo che il processo si stia alleggerendo di diverse associazioni, ma di certo non pensavamo la nostra”.

Sono stati esclusi anche gran parte degli enti e delle associazioni, tra cui quasi tutte le sigle sindacali, ad eccezione di Assoutenti e Codacons. Rigettate anche le richieste di costituzione di parte civile di tutte quelle persone che non sono state direttamente coinvolte nel crollo, tra le quali le forze dell’ordine e i citati dipendenti Amiu.

Gran parte degli esclusi, al momento del crollo, si trovavano lontani dall’area del Morandi, negli atti depositati in udienza queste persone chiedevano un risarcimento per le lesioni alla sfera psicofisica per aver assistito al dramma del crollo. Il Gup, nelle sue motivazioni, non ha negato queste circostanze ma le ha ritenute non sufficienti a legittimare la presenza nel processo.

Sono stati invece ammessi tutti coloro che hanno dovuto lasciare la loro casa a seguito del crollo e diverse aziende della val Polcevera, tra cui il porto Vte e la palestra di via Porro. Dichiarate legittime anche le istanze di partecipazione al processo di Regione Liguria, Comune di Genova, Ministero dei Trasporti e anche Filse, la struttura finanziaria della Regione.

In esito all’udienza, le parti civili che potranno intervenire nel processo penale che inizierà a seguito degli eventuali rinvii a giudizio, sono circa un centinaio, numero importante me decisamente ridotto rispetto alle originarie 500 istanze. Circostanza che permetterà uno svolgimento più rapido del procedimento.

Per questo il Tribunale di Genova ha già fissato un serrato calendario di udienze, per cercare di arrivare nel più breve tempo possibile alla chiusura dell’udienza preliminare e alla formalizzazione dei rinvii a giudizio. Il procedimento ripartirà con la seduta del 15 dicembre e proseguirà poi con quelle del 16, 20, 21, 28, 29 e 30 dicembre. Dopo la pausa natalizia le udienze ripartiranno il 10 gennaio 2022, con cadenza settimanale.

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