Udienza amianto, ammesse le parti civili
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fonte:
- Messaggero Veneto
Oltre ai parenti delle vittime si sono costituiti anche Aea, Codacons e Provincia
MONFALCONE. Si allarga il fronte dell’accusa in uno dei procedimenti per decessi legati all’amianto avocati, a suo tempo, dalla Procura generale di Trieste. Ieri, il giudice dell’udienza preliminare, Paola Santangelo, ha ammesso infatti la costituzione di parte civile oltre che di diversi parenti delle vittime, dell’associazione che li rappresenta, del Codacons e della Provincia. Andranno, così, ad affiancare la pubblica accusa nel dibattimento. A sollecitare l’ammissione gli avvocati De Benedictis, Donnolato, Romano, Franco, Favretto e Montanari. Resta invece, per ora, al margine del processo il Comune di Monfalcone perché, secondo il gup, l’ente non riveste, a oggi, la qualifica di persona offesa o danneggiata dal reato. L’udienza è stata quindi aggiornata al 6 luglio, giorno in cui è prevista la "chiamata" di un procedimento analogo, anch’esso istruito dalla Procura generale e di cui i difensori (avvocati Pagano, Borgna, Fabretti e Giacomelli) hanno chiesto la "riunione" con quello giunto ieri al vaglio del giudice Santangelo. Anche perché – a detta dei legali – vi è una connessione sotto il profilo delle indagini svolte dagli inquirenti. Su tale istanza il giudice si pronuncerà, appunto, il 6 luglio. Nel primo procedimento sono imputati quattordici ex dirigenti dell’Italcantieri, di cui il pm Lombardi chiede il rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio colposo in relazione alla morte, avvenuta tra il ’65 e l’85, per malattie riconducibili all’esposizione all’amianto, di 21 operai dello stabilimento metalmeccanico monfalconese. L’altro troncone per il decesso di altrettante persone riguarda, oltre che gli ex dirigenti del cantiere, anche alcuni responsabili di ditte appaltatrici. Entrambe le inchieste, condotte dalla Procura della repubblica di Gorizia, nel giugno dello scorso anno, erano state avocate dalla Procura generale di Trieste che, con quest’iniziativa, aveva inteso dare un’accelerazione alle decine e decine di procedimenti in giacenza. Va detto che il primo processo per morti da amianto a essere definito è stato quello celebrato nell’aprile 2008 davanti al giudice monocratico Caterina Brindisi, che aveva condannato a un anno di reclusione, per omicidio colposo, l’ex direttore dell’allora Italcantieri: era stato ritenuto responsabile della morte della dipendente di una ditta di pulizie che lavorava nel cantiere.
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